Il mondo secondo M.

aiutare gli amici
è sempre la cosa migliore da fare?

 Il mondo secondo M.
romanzo

Quando sono al mare vorrei tornare in città perché mi annoio, quando sono in città vorrei tornare al mare... in realtà sto bene solo durante il tragitto.

IN STESURA

Durante una presentazione alla fiera del libro di Torino, dove ero stato invitato come "esperto" dei scrittori di fantascienza italiani, partendo dalla domanda di un partecipante si era parlato del fatto che a volte, il libro in stesura prende una strada tutta sua, al di là delle intenzioni iniziali dell'autore. Questo non è un libro di fantascienza, certe situazioni sembreranno paradossali, ma è rigorosamente bastato sulla realtà.

Il mondo secondo M. (titolo provvisorio) era iniziato come libro-verità sulle eccentricità delle ragazze di oggi.
Partendo dallo spunto di una improbabile amicizia con una ragazza di 30 anni più giovane. stavo scrivendo una storia divertente, scritta in toni sarcastici che descriveva tra l'altro anche gli atteggiamenti a volte egocentrici della protagonista, ma poi come se fosse un colpo di scena di un romanzo di Philip Dick, quando la ragazza ha avuto bisogno di aiuto, inaspettatamente la carenza di empatia si è dimostrata essere il segnale di un problema più esteso e tutto è cambiato. Pretese con minacce di suicidio, comportamenti sociali inspiegabili e qualche volta una mancanza di rispetto inconcepibile per chi si definiva essere un'amica.

Che cosa fare? Che cosa sarebbe stato meglio per lei e per me, interrompere l'amicizia o continuare pur conoscendo la vertità?

Considerando che gli amici si vedono nel momento del bisogno, non potevo tirarmi indietro.

La maggior parte delle persone si sarebbe semplicemente allontanata, ma decisi che, pur volendo "studiare" la situazione fosse per me lecito continuare. È stata una strategia positiva win-win, pensando che essendo a conoscenza del problema queste situazioni, anche se complesse, si potessero gestire, alla fine la protagonista ha ottenuto un risultato molto importante per la sua vita, io in cambio riconoscenza zero, anzi il suo rancore, ma ho scritto questo nuovo libro e vissuto l'esperienza che mancava per continuare quello precedente.

Era da qualche tempo che avevo messo da parte il mio ultimo romanzo perché, arrivati all'ingresso in scena dell'antagonista, mi ero bloccato probabilmente per mancanza di conoscenza ed esperienze dirette, questa poteva essere un'occasione per riprendere a scriverlo.

Vi ho messo curiosità? Ancora un po' di pazienza, il libro è quasi finito, ma considerando la delicatezza dell'argomento ho voluto coinvogere anche degli esperti e sicuramente dovrò modificarlo. Scrivete a: per dirmi che cosa ne pensate, se avete avuto esperienze simili o per contattatarmi se vi offrite volontari per leggerlo e commentarlo in anteprima.

    
Emanuele Cassani

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