Scrittrici di Fantascienza

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Marion Zimmer Bradley elogiò il libro "Nata dal Vulcano" di Tanith Lee perché una donna aveva scritto un libro da un punto di vista femminile. Le donne che scrivevano fantascienza, lo facevano sempre da un punto di vista maschile perché lo schema dell'avventura era concepito per gli uomini. Sembrava scontato che a leggere fantascienza fossero solo uomini e quando una lettrice si accostava a questo genere, si credeva lo facesse solo perché, stufa delle solite occupazioni femminili, sognava di evadere nel mondo della fantasia.

Forse per questo motivo, negli anni '50 e '60 molte autrici italiane hanno usato pseudonimi maschili e/o anglosassoni.
Per esempio:
Leonia Celli si firmava Lionel Cayle
Bianca Nulli usava il nome Norah Bolton e anche Beryl Norton
Maria de Barba (Marren Bagels)
Nora de Siebert (Norman McKennedy")
Laura Pallavicini (Lorraine Parr)
Lina Gerelli (Ester Scott / Elizabeth Stern)
Vera Cagnoli (John Sigma, usato anche da Ubaldo Tambini)

Roberta Rambelli (1928-1996) la famosa traduttrice di tutti i principali best-seller in inglese è un caso particolare. Ha usato moltissimi pseudonimi, inizialmente perché numerosi suoi libri erano stati pubblicati nella stessa collana, e l'editore Ponzoni voleva evitare che i lettori si accorgessero che in realtà l'autrice fosse solo una. Ha comunque continuato a usare diverse identità anche per firmare traduzioni e articoli.
Ha firmato i suoi libri come:
Robert Rainbell, John Rainbell, Joe C. Karpatí, Rocky Docson, Hunk Hanover, Igor Latychev, Jole Pollini (Pollini è il suo cognome da sposata)
Come traduttrice, ha usato gli pseudonimi di: G. P. Errani; C. Gavioli; M. Gavioli; Romolo Minelli; Lucia Morelli; Lucia Moretti; G. Pollini; Jole Pollini; Lella Pollini; Jole Luisa Rambelli; Luciano Torri

Tutti i romanzi che seguono, anche se pubblicati con nomi diversi, sono suoi:
1959 Il creatore di mostri (Robert Rainbell) Ponzoni Editore
1980 Profilo in lineare B
Dialogo con il dio (racconto)
Il ministero della felicità (il più valido tra le opere lunghe)
Il libro di Fars
La pietra di Gaunar
Perché la Terra viva (il più sognante)
I giorni di Huskad
Nove storie per nove pianeti, (ciclo di racconti)

Autrici americane che hanno usato pseudonimi maschili

Lo stesso problema era presente negli Stati Uniti. Alcune delle autrici che hanno dovuto celare il loro vero nome con uno maschile sono:

Alice Sheldon (James Tiptree)
Alice Mary Norton (Andre Norton)
Gertrude Barrows Bennet (Francis Stevens)
Diane Detzler (Adam Lukens)
Joan Holly (J. Hunter Holly)
il gilio dorato     e sara luce     La via delle stelle

Altre hanno nascosto la loro femminilità firmandosi solo con le iniziali. Per esempio:
E. Mayne Huul
M.F. Rupert
C.L. Moore
L.T. Hansen
C.J. Cherryh

Chi ha mantenuto il vero nome

guerre stellari      Frankenstein     Ci sono anche autrici che hanno mantenuto il nome,
come l'autrice di Frankenstein, Mary Shelley
e quella di Guerre stellari, Leigh Brackett

In Italia ricordiamo:
Gloria Tartari
Giovanna Cecchini
Paola Pallottino
Carla Parsi Bastogi

Autrici italiane di fantascienza

Gilda Musa ha scritto diversi romanzi:
Le grotte di Marte assieme a Inisero Cremaschi
Esperimento Donna (dal racconto Terrestrizzazione).
Festa sull'asteroide, (antologia di racconti)
Trenta colonne di zeri (racconto)
Dossier extraterrestri (scritto assieme al marito)
Giungla domestica, (giallo psicologico)
Un naufrago su un pianeta di umanoidi, si innamora di una locale. Alla fine sconvolgerà il loro equilibrio finendo per farli diventare umani, simili ai terrestri.
Marinella super (per ragazzi)

Daniela Piegai (Píegai-Frattini)
Parola di alieno
I Dumbar, razza utopistica si trovano a combattere dei feroci alieni. La guerra coinvolge anche i terrestri che riescono, nella loro imperfezione, a salvare il mondo
Ballata per Lima

Anna Rinonapolí (Genova metà anni '60)
Scrisse dei racconti a grotteschi, contro la purtroppo nota burocrazia italiana
Sfida al pianeta
Esploratori trovano un palazzo di cristallo su un pianeta. Le avventure li porteranno a rinunciare alla civiltà per rimanere sul pianeta e fondrne una migliore, rimanendo nel palazzo.

Paola Pallottino, scrisse anche fantascienza. I suoi racconti furono pubblicati sulla rivista italiana "Galassia"

Nicoletta Vallorani ha vinto il premio Urania 1992 col romanzo Il cuore finto di DR, pubblicato su Urania numero 1215.

Il racconto di fantascienza allegato a questa pagina è di Elena Mainardi: L'astronauta

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