Si tratta di un racconto inventato dall'autore, ogni riferimento a persone realmente esistenti da considerarsi cauale

C'era una volta un tizio che chiese al suo calcolatore;
"Calcoli che sarai mai capace di pensare come un essere umano?
Dopo vari gemiti e cigolii, dal calcolatore uscì un foglietto che diceva:
"La tua domanda mi fa venire in mente una storia..."
Gregory Bateson (1904-1979)

Con tutti i cazzi che ho per la testa e con il memoriale da fare per l'avvocato non è normale scrivere di doping, eppure se sono in galera e devo scrivere un memoriale la colpa è del doping e di quella maledetta rivista da fare per il Ministero quando ancora si chiamava Ministero della Pubblica Istruzione ed ancora c'era l'Ispettorato per l'Educazione Fisica e Sportiva e tutto il resto.
Mi fa sempre piacere, in fondo, raccontare e invece di studiare avrei voluto scrivere, magari gialli o fantascienza.Ora che l'iscrizione all'università può diventare una formalità senza seguito sarebbe il caso di pensare ad una attività più semplice e motivante.Legge può attendere, insomma, e così via.
Tra scrivere un saggio sul doping, che non mi sento preparato ma me lo pagano e rigirare il coltello nella piaga del memoriale, che dev'essere tutto fatti e, m'immagino, con la noiosa precisione dei documenti processuali, la scelta di una forma narrativa è quella che mi attizza di più e in fondo tutti gli ingredienti del giallo ci sono. Sarà sempre utile per raccogliere le idee e mi troverò il lavoro quasi già fatto per tutte e due le altre cose.
Cercherò di tenermi sulle orme di Camilleri e de La concessione del telefono, che mi pare un capolavoro assoluto, tutto dialoghi e documenti.
Qui il tempo non manca, mi chiamo Libero ma sono carcerato!

I

M'ero preparato perché il troppo stroppia e m'era sempre stato sulle scatole Battilocchi. Come diceva Marsha Mason di Richard Dreyfuss, non mi piacerebbe neanche se mi piacesse, ha il potere di irritarmi.
Intanto mi considera un professore di serie B, anche se mi chiede sempre aiuto quando c'è qualcosa da fare che non sia una lezione o una progettazione.
"Delpino, tu che si tanto bravo con le mani...Delpino, tu che sei uno pratico...Delpino tu che con questi disgraziati te la cavi bene...
E dentro di sé pensa che certe cose che non contano è meglio che le faccia io che sono insegnante di zompi, docente di educazione fisica, mentre lui, il cervello della situazione coordina e dirige e se ne sta lontano dai ragazzi.Io lavoro con facilità e non ho bisogno di nessuno, ma non sono il suo cameriere.
Per questo m'ero preparato, sapevo che prima o poi avrebbe preso l'argomento.
Poi lui non sopporta i laziali.
Insomma lo sapevo che mi avrebbe stuzzicato. Intanto lo fa sempre.
"Delpino che è questa storia che vi vogliono cambiare di nome alla disciplina?- mi fa accarezzandosi i baffetti curati quando uscirono le prime indiscrezioni sulla Riforma Moratti.
"Delpino che è questa storia delle Scienze Motorie?" E calcava la voce su "Scienze", lui che di scienze suppone di intendersene, ma perfino quando parla di sport monta in cattedra e, almeno lì potrebbe pure riconscermi un minimo di competenza supplementare. Quando abbiamo litigato su Menthéour, che io ammiravo per il coraggio della sua condanna del fenomeno doping. Ci voleva qualcuno che dicesse che il re è nudo. Ma lui è accecato, si beve tutte le chiacchiere che fanno su i calciatori e i ciclisti che non prendono neanche un caffè, che non si mettono neanche le gocce nel naso per il raffreddore.
All'Orazio d'altra parte solo la Corbo che oltre a essere comunista come lui è pure verde, la pensava come me, anche se solo per partito preso.
Parla sempre così la Corbo, ma almeno qualche volta ragiona, anche se per partito preso.
E anche lei è una che si crede di poter parlare su tutto perché da buona marxista è una tuttologa.Quello che interessa da vicino a me è che, oltre a ciò il corpo, anche il corpo dei nostri giovani che fanno sport a scuola, può diventare una macchina che può essere usata oltre tutti i limiti, inclusa l'autodistruzione del doping, appunto.
Insomma per questo mi ero preparato, perché Battilocchi ha la capacità di stenderti con una battuta e di lasciarti lì a bocca aperta mentre se ne va scuotendo la testa, con quel tic che lo rende così popolare tra i ragazzi.
Ma dovevo essere io a lasciarlo a bocca aperta quando mi avesse parlato del corso di aggiornamento di Massa Carrara. Per fare i conti con quel tipo di sport la scuola ha bisogno di esperti, di aiuti che ci facciano capire situazioni e meccanismi per i quali siamo impreparati, ma che rischiano di coinvolgerci. Giusto che il Ministero facesse qualcosa nel Perseus, il programma triennale di valorizzazione dell'educazione motoria, fisica e sportiva nella scuola dell'autonomia.
"Delpino che è questa storia del Perseo?"
"Si dice Pèrseus, è greco" lo rimbeccai pronto e il primo round fu mio.
Che ne sa Battilocchi dello sport a scuola? Lo so io quante pressioni abbiamo per fare solo allenamento sportivo e non educazione fisica (Ma l'educazione fisica non è sport?) e ci chiedono di fagli solo una selezione per il precoce avviamento allo sport.
Prima dell'ultimo capo dell'Ispettorato Educazione Fisica, perfino al Ministero non avevano tanto le idee chiare sulla faccenda.
Così il giorno dopo mi fece le poste davanti alla sala firma e ci riprovò col sottoprogramma Athena, doveva ancora informarsi, si vede, se avevo o no ragione sull'accento di Perseus.
" Delpino che è questa storia del sottoprogramma Athena che vi aggiornano sul doping?
Aveva saputo che mi avevano scelto per essere uno dei quattro della provincia di Viterbo ad andare a Massa per il corso e Battilocchi è sempre geloso, quando uno fa qualcosa o va da qualche parte, anche di fare quella cosa e di andare a quel convegno non gliene frega niente.
"Insomma con tutto quel po' po' di roba su cui dovrebbero aggiornarvi, si mettono a dar ragione ai profeti di sciagure? Chi vuoi mai che si dopi tra i nostri studenti?
Non sono un santo e non mi faccio migliore di quello che sono: gli avrei dato un cazzotto, ma avrebbe fatto la vittima del picchiatore fascista e non volevo lasciargli la soddisfazione. Ci sono limiti che non bisogna superare. Era sempre offensivo, non capivo proprio perché a noi ci dovrebbero aggiornare su tutto quel po' po' di roba, mentre loro che non hanno nessuna idea di come si parli ai ragazzi e di quello che vogliono stanno bene così, impagliati sulla cattedra. Comunque m'ero preparato e non gli dissi di quelle indagini nel Veneto e a Roma, che il 7% degli studenti ammetteva di doparsi e tanti altri che non lo ammettevano erano competenti in maniera sospetta sui limiti da non oltrepassare.
Lo spinsi fino al tavolo e rigirai una delle lunghissime circolari del preside Corridoni. Con la bic rossa feci una stella delle Brigate Rosse a metà del foglio bianco e, a circa dieci centimetri feci una palla di scarabocchi.

-Chiudi l'occhio sinistro e tieni il foglio davanti, guarda la tua stella rossa e sposta il foglio avanti e dietro.
Mi obbedì. Volevo dimostrare una cosa piccola, chi vuol dimostrar troppo non dimostra nulla. Poco a poco l'uccello si fa il nido.
-Lo vedi che a un certo punto la palla sparisce?
-Lo vedo sì, dev'essere il punto cieco. Certo! Quando l'immagine si proietta sulla parte della retina dove esce dall'occhio il nervo ottico, dato che non ci sono i recettori ottici, né coni né bastoncelli il cervello non vede. Guarda che io queste cose le insegno.
E si allisciava quei maledetti baffetti.
-Ma se guardi per la stanza mica lo vedi un punto cieco, ti pare di vedere tutto quello che c'è, senza interruzioni, senza buchi, no?
-E questo che significa?
-E' come per il doping.Tu non vedi che non vedi. Così il doping non lo vedi, ma c'è. Ed anch'io queste cose le insegno.

Così avrei presentato, Delpino, il fascio gigantesco e innocuo del Proietti, con la sua fissazione per il cinema, e Battilocchi, il concentrato del professore stronzo di sinistra. E ho introdotto il tormentone sul doping che improvvisamente ha cominciato ad affliggere tutta Viterbo.Come Camilleri, all'inizio, non c'è sentore di intrigo giallo.In effetti Camilleri non usa la prima persona e non ci tiene a raccontarti per filo e per segno i pensieri dei personaggi...così è più facile e per ora lo butto giù così, diciamo che questa è una prima scrittura e così via.

II

"E' questa la gara clou dei giochi in onore di Patroclo. Il pubblico è teso, la corsa sta già facendo emergere i protagonisti.
... Ecco davanti a tutti volano le veloci puledre di Eumèlo; il guidatore sembra avere ottime possibilità di un'affermazione, ad una incollatura, però rimane la biga di Diomede con i suoi splendidi cavalli, i corridori di Troe, tanto accostati che sembra stiano per montare da un momento all'altro sul carro dell'altro, che si sente il loro fiato sul collo. Ecco! Riescono ad affiancarsi, stanno per passare al comando, quando il dio Apollo interviene a favore di Eumelo e fa saltare di mano la frusta a Diomede.
Diomede è in difficoltà, vediamo le lacrime sulle sue guance. Sono lacrime d'ira e di dolore alla vista del carro del suo avversario che riprende terreno frustando, mentre tale sollecitazione ora gli è preclusa.
Peccato per la accorta corsa di Diomede che era sembrato poter chiedere ai suoi cavalli uno sforzo ulteriore per portarsi in vantaggio.
Ma ecco che Pallade Atena accortasi dell'intervento esterno di Apollo e dell'handicap di Diomede, riesce ad intervenire a sua volta, in questo momento, clamoroso! Gli rimette in mano e, ci sembra, sì, ne siamo certi, la progressione dei cavalli si è fatta irresistibile, con un intervento miracoloso la dea ha aggiunto loro vigore, hanno ripreso fiato, sembrano non sentir più la fatica!
Diomede torna a farsi sotto autorevole, Eumelo lo ostacola in curva, ma non basta, Atena si occupa ora del carro del carro in prima posizione, che traballa, il giogo, gli ha spezzato il giogo! Eccezionale intervento di Pallade Atena, la corsa è riaperta! Apollo non replica. Le cavalle, liberate dal giogo, scartano, il timone del carro si disimpegna, cade in terra, lo strattone scuote Eumelo, che frusta inutilmente, perde il controllo delle redini, scivola accanto alla ruota, cade! Eumelo, è ferito, perde sangue dalla bocca, dal naso e dall'arco sopracciliare. Parte la barella, speriamo non sia niente di grave per il valoroso Eumelo, ma ora tocca a lui a piangere mentre Diomede sorpassa di slancio il carro incidentato frustando i destrieri ormai inarrivabili perché la dea continua a prestar loro forza ed ha deciso che vinca Diomede.
Lottano per il secondo posto Menelao e Antiloco, figlio di Nestore che incita i suoi cavalli. E' chiaro che non potrà mai riuscire a raggiungere i cavalli di Diomede, ai quali Atena ha infuso forza e vigore, a questo punto anche una medaglia d'argento è un risultato apprezzabile e potrebbe garantirgli punti in classifica."

Sollevai gli occhi dalla stampa e guardai Tardi, bellino, non tanto alto, colla bionda capigliatura ricciuta e gli occhi ansiosi. Col solito discutibile umorismo, lo avevano battezzato Libero, ma i compagni sembravano preferire sfotterlo per i suoi intercalari che per per la storia del "libero tardi". D'altra parte nella mia ormai lunga carriera avevo trovato un signor Benedetto (surname) che aveva battezzato il figlio Sabato (christian name) ed una mia collega Gemma Collina si era andata a sposare con un dentista che si chiamava Milanese dopo aver rotto il fidanzamento con un certo Giacomo Brulla.
-Come va, prof?
-Interessante- gli dissi tanto per non buttarlo giù- ma che ci devi fare?
-Un articolo per il giornale delle consulte.Un numero speciale sul doping, in collaborazione col Ministero, e via dicendo.
Le consulte provinciali degli studenti! Mi dimenticavo sempre che avevo davanti a me il Presidente, quando parlavo con Tardi. A scuola no, in greco tanto meno, ma sulle Consulte ci si impegnava da morire quello scansafatiche. E lo chiamavano pure al Ministero, quel bell'arnese!
-Io sono una vecchia ex-sessantottina sorpassata ma ti pare che ai tuoi compagni possa piacere una telecronaca tratta dall'Iliade?Ma tu non li conosci come me?
-Be', trattandosi di roba di scuola...gli studi, le materie e compagnia cantante...
-Ma ti hanno detto di fare roba di scuola? E, in ogni caso non vuoi essere un giornalista efficace?
Battilocchi entrò senza bussare, cosa che mi fa saltare la mosca al naso anche quando la fa Corridoni.
-Corbo, non potrei dire che usavo la pronuncia latina?-
-Puoi dire quello che ti pare ma Perseus, Danae Hermes ed Athena sono traslitterazioni dal greco e in greco l'accento è quello che ha detto Delpino.
Richiuse la porta senza salutare.
Tardi mi guardava perplesso.-Senti fai una cosa, portalo agli altri dicendo che glielo mando io, non che è del Presidente e vedi sul serio che ne pensano.
-E' fatto abbastanza bene da poter essere suo?Cioè si tiene su, regge e così via?
-E' abbastanza noioso e stupido che loro lo crederanno.
-Ci tengo a che il nostro giornale non ci venga espropriato dal Ministero che ci si pulisce...le mani e via dicendo. La causa è buona ma non vogliamo solo fare gli utili imbecilli.
-Allora fai una verifica prima: siete preparati sull'argomento o non ne sapete niente come delle cose che dovete dire a me?
-Insomma...
-Bene, Longanesi diceva che un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa.
-Be' qualcosa la so, quello che ho letto sui giornali, prof. Nella Copa America Paraguay 1999 due calciatori sono stati squalificati per doping. Quello è stato il primo grande allarme ufficiale, ma, ha ragione Delpino, che sembra patetico perché è fissato col vecchio allenatore della Lazio, a noi la pulce nell'orecchio, ce l'ha messa Zeman molto prima, nell'estate del 1998. Noi tifosi pensavamo che era cosa da ciclisti o da atletica leggera, non pensavamo che interessasse anche il calcio e via dicendo.
-Questa sarebbe una cosa da dire.Ma come mai Delpino che è laziale convinto difende così infuriato un allenatore che stava pure alla Roma ed ora s'è ridotto con le squadrette di provincia?
Tardi mi guarda e comincia ad insegnare.- Zdenek Zeman, lo chiamavano il boemo di poche parole, e così via era un personaggio di culto... un uomo che o ti piaceva o non lo potevi vedere, e se ti piace lo stimi anche se sei laziale e va ad allenare la Roma. Quando cominciava a dire la sua non lo fermava più nessuno. Magari per puzza, come dicevano molti, ma aveva deciso di parlare di doping, di integratori, di misture avvelenate e compagnia bella, aveva detto che il calcio c'entrava eccome! Il casino è cominciato di lì, anche il Coni ha traballato e così via, e si è scoperto che il laboratorio antidoping dell'Acqua Acetosa - che doveva fare il controllo scientifico del sangue e delle urine, faceva sparire le provette eccetera eccetera. Poi c'è stata l'inchiesta del procuratore Guariniello, a Torino...
-...e il boemo di poche parole, il primo che aveva lanciato il sasso ha perso il posto. Anche questa è Storia, sai? Di quella che non si trova scritta sui libri.
-Tutti i tifosi romanisti si sono subito consolati con Capello, se lo sono scordati, ne parlano solo i vecchi laziali sfegatati come Delpino che non ha paura di fare la figura del perdente e di parlare di qualcuno che ormai non è di moda.
-Forse i tanti anni di opposizione politica gli hanno insegnato qualcosa...C'è qualcosa di buono anche nella sconfitta se ti ci abitui senza rassegnarti. Delpino non si arrende alle situazioni di fatto, al Potere...
-Già. Il presidente della Roma, Sensi quando l'ha sostituito con Fabio Capello, ha fatto capire che il nuovo allenatore era più gradito tra i potenti del pallone e che aveva lo spirito del vincente e compagnia bella.
-Ma che ha detto, in fondo, di speciale?
-Che lui che ha praticato diversi sport, pensava che certi risultati si potessero raggiungere solo dopo anni e anni di lavoro specifico e così via, invece gli pareva che il calcio era finito in farmacia. Ha detto che ad una società, per vincere, bastano due persone: un bravo farmacista e un altro bravo a far quadrare i conti, che i calciatori sono usati come cavie per sperimentare l'effetto dei prodotti. Che stranamente si vedono vere e proprie esplosioni muscolari. Che lo sbalordivano i muscoli di Vialli o di Del Piero. Ha detto di aver parlato per evitare che ci scappasse il morto ed io gli credo, ma se anche lo avesse fatto per puzza erano cose su cui pensare bene.Insomma sarà pure passato di moda ma cose così non si sentono facilmente.
-Un whistleblower! ha "fischiato" l'allarme su come l'esasperazione degli interessi economico-finanziari sta pregiudicando le componenti umane, formative e morali dello sport più amato.
-Cosa?
-In sociologia il ruolo ha un nome preciso: whistleblower, puoi tradurlo come quello che fischia le notizie, le spiffera, lo spifferatore. Dovrei aver messo da parte un articolo del Corriere della Sera...
Sapevo bene dov'era, nella mia raccolta di ritagli, ma mi seccava farmi vedere troppo ordinata e finsi di cercarlo un po' nel mio armadietto.
-Eccolo è un articolo di Ivo Caizzi, si intitola La difficile scelta del whistleblower- girai il ritaglio di giornale- pubblicato nel Corriere della Sera di Lunedì 14 giugno 1999. Ti faccio una fotocopia?
-No, che dice professoré?
Figurati se si prendeva una cosa da leggere...Da me, poi!
-Nessuno li ama. Secondo il Corriere della Sera il whistlebower, è, senti come dice, "colui che "fischia" l'allarme su illegalità, anomalie, inefficienze, discriminazioni o sprechi di denaro, dall'interno dell'organismo o dell'azienda in cui opera: esponendosi coraggiosamente da solo per tutelare un interesse collettivo o un principio di giustizia."
-O magari anche solo per puzza!
-I moventi, in fondo, non sono del tutto rilevanti, mischiati dentro di noi sono difficili da isolare, ma pensiamo che siano i migliori.Tra gli esempi il quotidiano indica Paul van Buitenen, un funzionario dell'Unione Europea che "rivelando informazioni che conosceva come controllore finanziario" ha contribuito all'inchiesta i cui risultati sono arrivati a far dimettere l'intera Commissione precedente l'attuale, quella presieduta da Jacques Santer.
Tutti quelli che i "fischiano" l'allarme, tutti i whistleblower, passano dei guai per il loro impegno. Gli Enti, le agenzie, il mondo di cui fanno parte non li premiano, anzi li condannano, fin dove possono.
Paul van Buitenen, sospeso dall'impiego, non reintegrato nemmeno dopo le dimissioni della Commissione, finalmente dopo che, alla fine rientrò in servizio fu "emarginato in un noioso incarico di verifica degli acquisti di arredamento: «a contare lampadine», ha scritto l'Indipendent".
I whistleblower sono in genere messi sotto accusa dagli ordinamenti speciali cui appartengono, per violazione dell'obbligo di riservatezza o per diffamazione dei colleghi. Certo non sono premiati, piuttosto subiscono effetti negativi delle loro iniziative. "L'ordine dei medici mi ha processato e sanzionato con una censura- dichiara uno di loro al Corriere della Sera - Ma sono contento. Perché chi sa certe cose utili agli altri, dopo che le ha rivelate si sente davvero molto meglio."
-Forse è meglio che mi faccio una fotocopia. E che scrivo tutto un altro pezzo per la nostra rivista, e via dicendo, tanto per sicurezza.
Lo guardai ammansita.-Forse è meglio. Vedi Delpino alla Consulta?
-Penso di sì.
-Allora portagli quest'altro ritaglio che mi ha chiesto, dice tutto sul come e il perché al Ministero hanno chiamato con nomi della mitologia greca i pezzi del suo programma Pèrseus.
-Ammazza è forte professorè co' sti ritagli.
E Libero Tardi detto "e-così-via" se ne andò. Magari preferivo essere apprezzata per le mie doti di latinista, grecista ed educatrice, ma meglio che niente, anche l'Eco della Stampa è utile. Anche se, come dice Flaiano, leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto.

Tardi sono io, davvero mi chiamano "e-così-via" ma qualcuno quando arrivo dice pure "E' Tardi" per non parlare dell'allusivo "Si è fatto Tardi" oppure "Hai fatto Tardi". Mi limito al disprezzo e ad una espressione di sufficienza che funziona abbastanza. E così presento il protagonista e la Corbo. Ho deciso di essere obiettivo fino all'eccesso, al masochismo e via dicendo: quel pezzo palloso l'avevo scritto davvero. Seccante essere sputtanato dalla Corbo, l'archetipo della professoressa cacacazzi, che pensa solo alla scuola e così via e non capisce niente della vita, figuriamoci di quella nostra.Ma la Corbo non è Battilocchi, di fatti, anche se sono della stessa parrocchia non lo sopporta tanto..Con il disegno della figura del whistleblower, intanto, preparo il lettore a capire che cosa di pericoloso può aver fatto o anche solo detto Sarnelli e compagnia bella.
Rinuncio a dare un'idea di che cos'è l'ambito di lavoro di questa benedetta Consulta provinciale degli studenti e tutto il resto.Basta dire che alcune circostanze mi hanno fatto incontrare, assieme a tutti gli altri Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti, il Capo dell'Ispettorato in diverse riunioni tenute a Roma, nella sala del Consiglio d'Amministrazione del Ministero.
Adesso mi pare il caso di montare, di seguito, un documento, che mi serve a spiegare meglio che cos'è quel programma Perseus di cui parlava Delpino, ma più ancora un po' il tipo di personaggio: il Ministero
Anzi più che il Ministero, il capo dell'Ispettorato, il pezzo di Ministero che conosco meglio e mi ha pure fatto visita in galera e ormai ci diamo del tu, Luca ed io, e via dicendo.

III

Nota sull'eponimo del programma Perseus
(di Luca Calcedoni)

Spesso i progetti o i programmi del Ministero della Pubblica Istruzione sono battezzati con nomi che ne riassumono la sostanza con il riferimento ai personaggi eponimi. Poiché non sempre la scelta dei nomi è chiara di seguito si riassumono, con un pizzico di necessaria ironia, alcuni lineamenti del suo mito.
Perseus, secondo il mito greco era figlio di Zeus e di Danae.
Purtroppo un oracolo aveva predetto al nonno Acrisio che sua figlia Danae avrebbe partorito un figlio che lo avrebbe cacciato dal suo regno, sicché il monarca decise di imprigionarla in una torre ove non avesse occasioni sentimentali.
Danae era di una straordinaria bellezza e colpì l'attenzione e l'ingegno del padre degli dei. Acrisio, con la sua torre inaccessibile non potè evitare che Zeus discendesse a lei dall'Olimpo sotto forma di pioggia d'oro, rendendola madre con una inseminazione artificiale ante litteram.
Acrisio fece allora gettare in mare Danae e il figlioletto Perseo dentro una cassa da cui inopinatamente li trasse in salvo Dictys in una delle Cycladi, a Serifo.
Come in molti film, mai un re o una regina che, malvagi, per commettere il loro nefando delitto vadano per le spicce, una coltellata, un colpo di pistola...sempre situazioni mortali da cui però ci si può salvare...acqua che sale alla gola, fuoco che distrugge una prigione, killer inefficienti e pieni di buoni sentimenti che riportano come prova di obbedienza un cuore di cervo...
Successivamente Perseo è condotto con la madre da Polydecte, re dell'isola, fratello di Dictys. Cresce in vigore fisico e intelligenza, in accordo coi dettami della cultura del tempo che considerava l'attività fisica importante per la crescita umana quanto lo sviluppo intellettuale; nei giochi mostra particolare interesse se non attitudine per il lancio del disco, ed era il suo destino che tramite quella vocazione atletica si preparava...
Polydecte gli affida l'impresa di andar a prendere la testa di Medusa, una delle Gorgoni, , il cui sguardo faceva divenire di pietra.
Le mostruose Gorgoni, secondo Esiodo si chiamavano Stheno (la violenta), Euryale (l'errante che arriva per ogni dove) e, appunto Medusa (la dominante, la potente).
Perseo è aiutato da Hermes da Athena, in qualche modo suoi fratellastri e, nel programma, sottoprogrammi.
Hermes, messaggero ed esecutore della volontà degli dei, colui che con la destrezza conduce ogni impresa a buon fine, arrecatore dei sogni, costruttore di strumenti musicali quali la lira e la siringa, un flauto a canne, inventore delle lettere e delle cifre come dei riti religiosi e del discorso abile e prudente, che guida sulla giusta via, era tra l'altro, dio della ginnastica.
La figura divina di Athena era caratterizzata dalla prudenza e dalla forza, dall'operosità dalla tutela dei giovani coraggiosi, degli uomini saggi e valorosi e delle donne intelligenti e virtuose (non a caso nell'Odissea protegge Telemaco, Ulisse e Penelope). Più ancora(in maniera pertinente al programma, era venerata come dea delle arti, di ogni sapere e scienza e (ante litteram) della tecnologia, in quanto sapere e scienza applicati, poiché le si attribuiva l'invenzione dell'aratro, delle briglie per governare i cavalli, delle tecniche di uso del fuoco e di tutte le competenze operative nel mondo antico assegnate alle donne. Vigilava sulla giustizia, sui tribunali e le assemblee popolari, sicché, vi fossero state a quei tempi le Consulte Provinciali degli Studenti, probabilmente i greci avrebbero affidato a questa dea il buon esito delle loro prime elezioni dirette ex DPR 156/1999.
Athena era vergine e bella "benché avesse gli occhi azzurri" (Luciano), particolarmente bellicosa e combattiva quando doveva difendere le città le rocche e i porti a lei cari. La sua guerra era condotta con avvedutezza ed ordine, mentre quella di Ares si caratterizzava per combattimenti feroci e sanguinosi. Era la figlia prediletta di Zeus che le perdonava anche quando osava opporglisi.
Coadiuvato da Hermes ed Athena Perseo giunse presso le Graie, (Pephedo, Enyo e Deino) personificazioni dei gradi della vecchiezza, che erano tre ed avevano, fra tutte un solo dente e un solo occhio, rubò loro le due preziose protesi e le costrinse, per riaverle, a indicargli la strada per le Ninfe, dalle quali si rifornì di sandali alati, di un capace fatato tascapane e dell'elmo di Hades che rendeva invisibili. Dai suoi divini aiutanti aveva ricevuto altri due doni strategici: Hermes lo fornì di una falce affilata (ma non di un martello!) e Athena di uno specchio.
Come in un videogioco, così equipaggiato Perseo arrivò dalle più tremende e pericolose sorelle delle Graie, le Gorgoni e le trovò a Tarteso vicino all'Oceano, che dormivano....(...)
Fin qui il mito e le suggestioni che hanno presieduto all'intitolazione di programma e sottoprogrammi.
Riuscirà il programma Perseus a seguire le orme del suo eroe eponimo e, a rifondare l'educazione fisica nella scuola? Riuscirà ad aver ragione delle vecchissime Graie, che, come malattie croniche, affliggono la scuola, la dispersione scolastica, il disagio giovanile, la carenza di orientamento formativo e, magari, delle tremende Gorgoni che affliggono lo sport, la violenza e la tentazione del doping di Stheno, la spettacolarizzazione in tutto il mondo di Euryale e l'influenza del potere, in particolare di quello economico e della logica del profitto, di Medusa? Forse no, ma con l'aiuto di cultura scienze ed arti, dei docenti e degli operatori scolastici, potrà forse contribuire a difendere la scuola dagli attacchi dei mostri dell'età moderna ed a fondare nuove "città" dello sport, nuove dimensioni dello sport scolastico.
Il lancio fatto del programma il 27 settembre 1999 a Massa, in occasione delle finali degli sport di squadra dei Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione ha colpito (stavolta volontariamente e) definitivamente il vecchio sistema e ne ha avviato la riforma.
Ora che Perseo ed i suoi ci aiutino!

Con qualche taglio, il programma Perseus, ho intenzione di metterlo in appendice, se l'editore me lo passa, come materiale per capire un personaggio, dato che si dice che Calcedoni se l'è scritto quasi tutto da solo. Chi se lo andrà a leggere non dovrà chiedersi, come tutti noi perché diavolo i sottoprogrammi avevano quei nomi altisonanti e che facevano tanto cultura. Mi pare che il personaggio di Calcedoni meriti di essere approfondito un po' perché è pieno di contraddizioni. A sentir lui, il suo amico Bloomen, un giallista altoatesino, o sudtirolese, vedete voi, parla sempre del fascino della contraddizione e dice che è una frase di Dashiell Hammett...come se una frase detta da uno potesse giustificare un casino di cose che non vanno d'accordo tra loro. Contraddizioni a parte, Calcedoni in questa storia, anche se è rimasto ai margini, è stato risolutivo e non tanto per quella frase che mi ha dato l'input per svelare il mistero, che poteva dirmela un altro, o venirmi in mente da solo e via dicendo. E' sempre un burocrate, intendiamoci, ma a modo suo si sa prendere in giro, non è del tutto rovinato dalla vita al ministero e dalle cartacce che maneggia, scrive gialli, è un patito del cinema degli anni quaranta e via dicendo. Si occupava in quel tempo anche delle Consulte e pare che ci credesse. Ora non so più nemmeno dove è finito, risucchiato dal Ministero e dalle pratiche. La frase che mi ha detto è questa "se uno vuole a tutti i costi far comparire che ha fatto qualcosa di male, anche se non è vero, vuol dire che ne ha fatta una peggio che vuol coprire.Non è un gran che come frase e bastava che mi venisse in mente il concetto di alibi, ma non mi stava per niente venendo in mente e da quella frase contorta m'è partito il ragionamento fatale. A quei tempi, comunque, Calcedoni non lo potevo tanto vedere e mi seccava che avesse scelto il nostro giornalino di Viterbo per questo dossierino sul doping. Il ciccione mi seccava e mi metteva in agitazione, e così via e poi quel fatto lo sentivo come una colonizzazione...Non capivo perché diavolo ci volesse coinvolgere e il nostro giornalino mi pareva dovesse restare tutto nostro.D'altra parte non era politically correct rifiutare di collaborare contro il doping e avevamo pure un sacco di idee, anche se confuse, ingenue, poco giornalistiche e così via. Nel prossimo paragrafo provo a mettere la prima persona di Tardi in una situazione di redazione del giornale.

IV

Mi seccava che la Corbo avesse trovato il modo di farmi una lezione, ma dovevo ammettere che aveva ragione se quella roba che era arrivata da Roma in redazione rispecchiava gli intenti dell'Ispettorato e via dicendo. Lei insisteva per insegnarci piccole frasi famose, diceva che più di una frase i nostri cervellini non riuscivano a capire ed era pure grasso che cola ed in una un poeta, Sbarbaro, diceva che lo scontento di ciò che hai scritto e il concime di ciò che scriverai.
Ben concimato potevo apprezzare le poche pagine venute da Roma. Intanto avevano consentito che i messaggi delle autorità calassero in terza pagina, ci avevano concesso tutto lo spazio che riuscivamo ad empire ed avevano mandato per la prima pagina la foto di una spendida ragazza che usciva dalla piscina con la maglietta bagnata.
Mi piaceva quel testo che avevano messo sotto alla bonona. Picchiava duro ma andava al bersaglio!Si intitolava Doping-fai-da-te.

Doping-fai-da-te
Non c'è solo il doping offerto o imposto da mascalzoni senza scrupoli attirati dal miraggio di soldi facili fatti sulla pelle di giovani ed atleti di ogni età.
Molti giovani si procurano da soli, magari nei retrobottega dei negozi specializzati in integratori alimentari o presso palestre e ambienti sportivi non controllati, qualche volta persino, senza ricetta, in farmacia, (come ha testimoniato la trasmissione televisiva "Le jene" della Mediaset), farmaci come steroidi ed anabolizzanti e tutta una serie di miscugli e sostanze che poi assumono, senza controllo medico, senza neanche rispettare le posologie del "bugiardino, il foglietto accluso alla confezione di un farmaco, come fosse la cosa più normale del mondo. E tirano avanti per prova ed errore come giocassero (con se stessi come cavie) al piccolo chimico.
Cresce dunque il doping-fai-da-te.
Spesso il motivo di tanta stupidità non è la prestazione sportiva eccezionale ma la difficoltà di aver relazioni serene e mature con le ragazze. Ci si dopa da soli per avere più muscoli, per imbellirsi, per sembrar più "uomini", per rimorchiare, per cuccare...
Già questo è un comportamento assurdo, un "delitto" che va contro la percezione della sessualità come valore, risorsa inestimabile da preservare, da non scambiare con frammenti di divertimento, di impulsività, di consumismo affettivo disconnesso da profonde dinamiche relazionali ma da gestire nell'amore, nella gioia e nella felicità di un maturo dare e ricevere mai solo fisico.
Ma in questo caso "C'est plus d'un crime, c'est une faute" (Talleyrand) è più di un delitto, è un errore, perché doping, anabolizzanti e steroidi fanno male al sesso e distruggono la potenza sessuale.

Mi rigiravo ancora in mano la foto della ragazza quando Delpino mi mette una mano sulla spalla.
-M'hanno detto che non puoi usare la macchina, io sono a disposizione.Hai qualcosa per me?
-Munizioni della Corbo contro Battilocchi, se ho capito bene. Ci sono le etimologie del Perseus e degli altri sottoprogrammi eccetera eccetera. Se leggi tutti questi nomi puoi fare il compito in classe con noi giovedì.
-La Corbo è a posto. Avevo paura che spifferasse la mia richiesta a Battilocchi e mi facesse prendere in giro da lui.
-E' a posto ma è una gran rompiscatole.Una suora laica, tutto per la scuola e così via.
-Rompiscatole, certo, come me quando ti dico che ti stai ingrassando e metti su pancia.Ho materiale per voi...
Da un po' di tempo cominciavo a frequentare troppo Delpino, che oltre a non essere della mia stessa parrocchia, guardava come se puzzasse la mia maglietta del "Che".
-Un libretto che è uno scoop.Non dicevate che era strano che nessuno avesse pubblicato un bel libro sul problema del doping? Eccolo!
Osservai il libretto striminzito che brandiva come un trofeo. Quello era lo scoop?
-Un ciclista che è stato maglia rosa al Tour s'è pentito, o perlomeno collabora!
Erwann Menthéour, sarà pure stato maglia rosa ma era un Carneade, come avrebbe detto Manzoni o il professor Rambelli
-Ha parlato alla televisione, ha pubblicato un libro, ha confessato, si è difeso, ha accusato. Tutto scritto qui con un sacco di particolari.
-Roba sicura?
-Niente affatto. Anche se al Tour del 1998, Willy Voet, il massaggiatore della squadra Festina è sorpreso alla frontiera franco-belga carico di "roba" dopante, e lui me parla. Ma qui non si può essere sicuri di niente.
- Allora non è da considerare al di fuori di un vaglio critico, come dice, a Storia, la Bertonelli, .
-Certo, chi di noi è in grado di controllare quello che dice? Comunque è un documento prezioso, viene da dentro il mondo del doping, una testimonianza di vita, io nella rivista ce lo metterei.Ci sono delle frasi e dei pezzi da fine del mondo! Senti qua:Quali che siano i pericoli, tutti sanno che il Pfc sta rimpiazzando l'Epo. Più discreto, agisce solo sull'emoglobina senza modificare l'ematocrito. Il progresso non si ferma...
-Il progresso non si ferma...potremmo metterlo come titoletto della citazione...Ma possiamo citarlo questo Menthéour?
-Penso si debba chiedere il permesso alla casa editrice, che ci facciano mettere dei pezzi...
Presi in mano il libretto.-... e noi ci scriviamo " Da "Il mio doping" di Erwann Menthéour., (con la collaborazione di Christian Blanchard) per gentile concessione di riproduzione per le scuole della casa editrice, Baldini &Castoldi, di Milano.
-Potrebbero essere contenti, in fondo è anche pubblicità, facciamo conoscere il libro ad almeno trentamila persone...
-Allora ce la facciamo a fare trentamila copie?
-Questo lo deve assicurare il Ministero.
-Be' noi abbiamo spuntato un bel prezzo in tipografia
Delpino era particolarmente soddisfatto della sua trovata. Avrei dovuto verificare che quel libro era veramente più unico che raro.
-Cita pure, in Italia, «La Gazzetta dello Sport» e il rapporto di un certo Sandro Donati, dirigente Coni, che rivelava l'uso intensivo di Epo, l'ormone della crescita e di altre droghe in tutti gli sport, oltre che nel ciclismo.
-Sarebbe da contattare questo Donati, chiedergli un pezzo per noi e così via.
-Niente di più facile, Tardi, lo vedrò tra poco a Massa Carrara, è il direttore scientifico del corso d'aggiornamento del Ministero. Un intervento sulla rivista non ce lo nega.Ti ho portato pure Andersen...
-Andersen?
-Sì, quella mia idea che bisogna dire che il re è nudo, ti ricordi?, era un accenno alla favola dei vestiti dell'imperatore di Hans Christian Andersen. Ecco il libro, l'ho rimediato in biblioteca professori, fantastico non ti pare? Ti ho evidenziato il pezzo che potreste metterci.
Il Delpino che leggeva le favole di Hans Christian Andersen!E cercava il libro in sala professori, un mito.
Non ci sono più i picchiatori fascisti di una volta, e via dicendo, dovevo dire che quell'omone ci stava dando una bella mano, era un alleato, come diceva Battilocchi che dopo il convegno di Alleanza Nazionale di Fiuggi lo aveva soprannominato il picchiatore alleato.
Lessi il brano che aveva segnato con un evidenziatore celeste.
" (...) L'imperatore si spogliò e i due imbroglioni fingevano di porgergli, pezzo per pezzo, gli abiti nuovi, che, secondo loro, andavano terminando di cucire; lo presero per la vita come per legargli qualcosa stretto stretto, era lo strascico; e l'imperatore si girava e si rigirava davanti allo specchio.(...) I ciambellani che dovevano reggere lo strascico, finsero di raccoglierlo tastando per terra; e si mossero stringendo l'aria; non potevano mica far vedere che non vedevano niente.
E cosi l'imperatore aprì il corteo sotto il sontuoso baldacchino e la gente per le strade e alle finestre diceva: - Dio! sono di una bellezza incomparabile i vestiti nuovi dell'imperatore! che splendida coda dietro la giubba! Ma come gli stanno bene! - Nessuno voleva mostrare che non vedeva niente, perché se no significava che non era degno della carica che occupava, oppure che era molto stupido. Nessuno dei tanti costumi dell'imperatore aveva avuto tanta fortuna.
Ma se non ha niente indosso! - disse un bambino.
Signore Iddio! La voce dell'innocenza! - disse il padre, e ognuno sussurrava all'altro quello che aveva detto il bambino.
Non ha niente indosso! C'è un bambino che dice che non ha niente indosso! Non ha proprio niente indosso! - urlò infine tutta la gente. E l'imperatore si senti rabbrividire perché era sicuro che avevano ragione; ma pensò: « Ormai devo guidare questo corteo fino a. a fine! » e si drizzò ancor più fiero e i ciambellani camminarono reggendo la coda che non c'era per niente."
-Ci metti la citazione: "Da I vestiti nuovi dell'imperatore, in Hans Christian Andersen, Fiabe, Torino, Einaudi, 1970, 110. E sei a posto, le Consulte fanno la parte della voce dell'innocenza.
Delpino era pieno di buona volontà ma il ricordo della Corbo mi faceva piuttosto severo.-Non la metterei in questo modo, se no, sembriamo bambini piccoli, e via dicendo.Poi si perde la presa di posizione politica...Invece ci metterei un titoletto come "Chi continua a reggere lo strascico?"
Mi accorsi troppo tardi che quell'accenno alla posizione politica lo infastidiva.
Era dura per Delpino collaborare col Presidente rifondarolo delle Consulte Provinciali degli Studenti, ma non era colpa di nessuno di noi due se nello sport-impresa si integravano aspetti politici, sociali, etici ed educativi che ci costringevano a lavorare insieme, perché, con tutte le potenze economiche di fronte, aziende farmaceutiche in testa, richiedevano strategie che la generazione prima della mia avrebbe considerato impensabili e così via.
Fummo d'accordo anche nel considerare troppo scolastico e nel bocciare il progetto per una striscia a fumetti che aveva preparato Cinzia.Il titolo era "Il dubbio" e c'erano due teste alla Simpson che parlavano:
-La prof ci ha fatto fare il De bello Gallico.
-E allora?
-Ma come mai Asterix ed Obelix non ce l'hanno fatta alla fine a sconfiggere Cesare e i Romani?
-Hai presente la pozione magica?Squalificati per doping.
Quella poveraccia, secchiona ma volenterosa aveva pure portato del materiale per disseminare le pagine di box che avrebbero dovuto renderle più mosse ed interessanti e via dicendo.

E' tornata l'età dell'oro (anche nello sport)
E questa è proprio, ormai l'età dell'oro:
con esso puoi comprare anche l'onore
più alto, il risultato ed il decoro
con l'oro oggi si acquista anche l'amore.
Ovidio, Ars amatoria, II, 277-78

* * *
Lilies that fester smell far worse than weeds
W.Shakespeare, Sonetto XCIV

* * *
Se a color cui il doping danno
Si leggesse in fronte scritto
Quanti mai che invidia fanno
Ci farebbero pietà
P.Metastasio, Giuseppe riconosciuto, I (con qualche modifica)

Se ne andò tutta sconsolata, povera Cinzia, che è intelligente e secchiona ma tanto carina e ha un bel seno, bei fianchi, un culo parlante, gli occhi più dolci che abbia mai visto e compagnia bella.
A quel punto ebbi paura di tirar fuori la mia telecronaca dall'Iliade. Mi censurai da solo, troppo scolastico, aveva ragione la Corbo.

Siccome la rivista ho intenzione di metterla tutta, alla fine, in appendice, assieme al Pesreus, a parte questo pezzo che è andato in prima pagina, mi pare il caso di riportare qui, d'ora in avanti, solo i pezzi che abbiamo censurato, che ho recuperato grazie all'idea di Battilocchi junior, e al Bidello (che non è un collaboratore del preside appartenente al personale a.t.a, .amministrastrativo tecnico ed ausiliare).
E' stato il Bidello che, con la scusa di far pratica dall'avvocato Buscherini mi ha raggiunto con facilità e mi ha portato qui in galera il fascicolo della redazione.
Mi rendo conto che è con un pizzico di malignità che trascrivo nel prossimo paragrafo il contributo della Corbo, caduta vittima della sua stessa impostazione censoria eccetera eccetera.

Continua (parte 2 di 3)->


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