Incredula lo guardavo, gli occhi fissi su di lui, straordinariamente bello e sensuale, i miei pensieri vaganti che nella mente apparivano indiscreti e poco reali.
Sognavo, sì! Ma era un sogno ansioso di potersi tradurre in realtà, un sogno che in tutta la sua piccolezza si mostrava enorme, magico, fantastico. Descriverlo forse è difficile ma sono determinata nel fare ciò che voglio nella mia vita e quindi riuscirò a spiegarvi.
Lo vedevo ogni mattina alla fermata dell'autobus, lo fissavo sempre e se lui voltava il viso per guardarmi, io abbassavo timidamente lo sguardo. Era amore e niente e nessuno poteva farmi cambiare idea, lo amavo e se qualcuno non era in grado di comprendermi non mi importava, io sapevo ciò che provavo e nessuno poteva manipolare i miei sentimenti, il mio cuore che palpitante gioiva ad ogni suo sorriso.
Due mesi incorniciarono quel nostro "rapporto" di sguardi, sorridevo ad ogni suo sorriso e se per caso avrei voluto parlargli, mi sarei bloccata come sempre;la timidezza era a fermarmi, immobile lo guardavo, a conoscenza del suo nome, Matteo, scrutavo il suo sguardo persino nei miei sogni, profondi occhi azzurri che mi apparivano in sogno come stelle che brillano di luce propria, si! Lui era così, brillava di luce propria in tutta la sua innumerevole bellezza.
«Non puoi innamorarti di uno così, è troppo presto e poi neanche lo conosci... » dicevano le amiche, scandalizzate di un amore perpetuo come il mio, che mi circondavano ogni qualvolta avevano voglia di spettegolare su qualcosa.
I suoi capelli neri e talmente lucenti che illuminavano la notte della mia irrealtà sognante, avrei tanto voluto accarezzarli. Poi un giorno, per me straordinario, comparve come un qualcosa di inaspettato, puro e meraviglioso, benché avessi solo sedici anni e benché lui fosse un po' più grande, si avvicinò, Sì! Matteo, proprio lui, che per mesi avevo atteso con impazienza: «Ciao. . . scusami potresti dirmi che ore sono?» disse con la sua voce incredibilmente stupenda, e in quel momento risposi: «Le otto e un quarto. . .» mi sorrise, e dicendo: «Ciao» si allontanò da me e in quel momento i miei sogni furono spezzati, tagliati in mille piccoli pezzi, distrutti in un'immagine che mai riprenderà a vivere. Non gli importava nulla di me, dopo pochi minuti una ragazza gli si avvicinò e abbracciandolo disse:«ciao amore! ! allora a quando il prossimo appuntamento?»forse qualunque altra persona avrebbe avuto un comportamento differente dal mio, ma in quel momento, data la mia odiata timidezza e la mia stupida e consapevole delusa illusione, scappai via, piangendo, con quelle lacrime che brucianti negli occhi, accecavano il mio amore, il mio orgoglio spezzato, ucciso, avvelenato da un qualcosa che io stessa avevo creduto di conoscere, che io stessa avevo creato, che stupidamente mi portò a una delle tante delusioni che io e soltanto io avevo creato nella mia mente.
Le mie amiche? Mi avevano abbandonato, ma solo dopo capii che nonostante i loro pettegolezzi avessero ragione nel dire che era troppo presto per innamorami.
Piansi tanto, ma riuscii a riprendermi: «In fondo. . .» pensai: « È solo un ragazzo e forse non è l'uomo giusto per me» ero rimasta sola e con le mie forze continuai a dare un seguito alla mia vita.
Pioveva, il cielo grigio e opaco mi trasmetteva un senso di inquieta trasparenza, inquieti ricordi, che volevo cancellare ma che indomabili vagavano tra gli archivi dei miei pensieri, poi lo vidi, era Stefano, il mio migliore amico che ogni giorno incontravo a scuola, si avvicinò con passo svelto: «Ti amo!» disse ed io incredula e stordita continuai a guardarlo senza emettere un suono, insomma, prima di quel momento non avevo mai pensato a Stefano come un eventuale "non amico ma qualcosa di più" e l'idea di rompere quello splendido rapporto d'amicizia mi impauriva, ma provai, ed ora sto qui, a trentacinque anni con una fede al dito e un bambino di nome Manuel, un marito perfetto e un unico sogno che non si è avverato, diventare scrittrice ma non per il mio "non talento" bensì per quel qualcosa che mi impedì di portare avanti la cometa di un'abilità sconosciuta a gli occhi di tutti.
E guardando il mio sogno penso, i miei racconti piaceranno? Una delle soddisfazioni della mia vita è sentirmi dire: «Il tuo racconto mi ha trasmesso emozioni. . .» e quando ciò avviene il mio cuore si apre sorridendo e cantando grazie a tutti coloro in grado di aiutarmi nel cammino alla ricerca della mia felicità; quindi grazie.
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