Pensavi sempre di essere unica, di essere amata ma quando sei in grado di comprendere che lui non ha niente a che fare con te, con la tua volontà, con la tua incredibile voglia di stargli lontano.
Sì! Non l'avresti mai immaginato, ma poi sei riuscita a capire le sue vere intenzioni.Fin dall'inizio aveva l'incancellabile idea di portarti a letto e gettarti via come un lurido straccio vecchio, come un qualcosa che non serve più, come un cuore che non prova emozioni, senza capire che il tuo amore esisteva sul serio, e i sentimenti che provavi per lui erano solo sogni spezzati, nel momento in cui pronunciò quelle maledette parole: «ho bisogno di una pausa, non riesco a stare con una che non mi trasmette emozioni!» e tu, con l'aria da cane bastonato pensi tra te e te: «emozioni? Cazzo! non ti ho mai trasmesso emozioni? Dove cazzo lo trovi il coraggio per dire una stronzata simile?» ma per la rude mancanza di poter reagire, ti limiti a dire un semplice e sfiorito: «... BASTARDO!» e con quelle odiosissime lacrime nei tuoi occhi, fuggi, fuggi, continui a fuggire, non sai dove, non sai perché, vuoi solo fuggire, forse per l'immancabile rabbia nel tuo cuore ormai spento e spezzato, oramai bruciato da quelle parole: «ho bisogno di una pausa ... » e continui a correre, lo odi e lo ami al tempo stesso, lo odi, perché è stato un vero bastardo a trattarti in quel modo, lo ami, perché ti ha trasmesso tante emozioni e anche se non vorresti ammetterlo devi affermare la verità, tu lo hai amato e scoprire che il suo comportamento è stato solo un pretesto per portarti a letto, ti fa incazzare di brutto.
I ricordi, quei momenti trascorsi insieme a lui ti sembrano così vicini ma così lontani, così belli e così brutti, così semplici e così complicati, e tutto ad un tratto pensi: «Ti amo! Mi ha detto ti amo! Ma allora non hanno significato nulla quelle parole?» e contemporaneamente ti viene in mente quella frase che tua nonna ti riferiva spesso, alla quale tu non davi nessuna importanza: «non t'ama chi amor ti dice ma t'ama chi ti guarda e tace» .
«STUPIDA! SONO STATA UNA COGLIONA!» urli a te stessa, così incazzata e con la voglia di andare da lui e dirgli tutto quello che non sei riuscita a riferirgli nel momento in cui ti ha mandata a quel paese. Il telefono squilla, un messaggio, è lui, "il bastardo amato", sul messaggio c'è scritto che vuole vederti, e tu, incazzata ma con l'indomabile voglia di andare da lui, prendi borsa e cellulare ed esci di casa.
Arrivi in centro, lo scruti da lontano con i suoi soliti jeans da "figo", con l'aria sicura di sé, il tuo sguardo di fuoco ha il potere di fargli capire quanto vorresti prenderlo a pugni in faccia. Si avvicina per darti i soliti due bacini, e tu allontanandoti lo bruci con la tua rabbia: «come ti senti?» dice col tono di qualcuno alla quale non frega niente dei sentimenti altrui. «Come mi sento? Una merda Mi hai portata a letto, hai avuto ciò che volevi, cosa cazzo vuoi ancora dalla mia vita? Vuoi un'altra scopata? No bello! Non se ne parla! Perché non vai da quella troietta che sta sempre attaccata al tuo petto? Chiedo solo una cosa, lasciami vivere in pace...» .
Non riesci mai a dire ciò che pensi, e quindi con la tua stupida mancanza di coraggio dici: «mi sento benissimo, ma come mai hai voluto incontrarmi?» , il suo sguardo fisso su di te, provoca il calore di quando le sue labbra ardevano nelle tue, la voglia di baciarlo ricomparve, quella maledetta voglia che non riesci a mandar via, lui si avvicina, tu non puoi allontanarti, qualcosa ti blocca, rimani immobile e lui con tutta la sua meschinità, sfiora le tue labbra, un brivido ti percorre lungo la schiena, senti la sua mano sul tuo sedere e con voce provocante un sussurro: «vieni da me...» sapevi già che quella frase significava solo "vieni a letto con me" ma tu non potevi, non volevi andare da lui, non volevi sottometterti come una stupida gallina in calore, no! Non potevi:
Così in tutta fretta scappi, vai il più lontano possibile da lui e senza una lacrima pensi: «cosa ho fatto? Sono una testa di cazzo!» ...Il principio della fine è la macchina della paura... Ascolti la musica, con le lacrime agli occhi, ricordi i momenti trascorsi insieme a quel qualcuno che ti ha preso per i fondelli, i raggi solari accarezzano dolcemente i peluche addormentati sul tuo letto, sulla scrivania una lettera, il cellulare non squilla, nessuno pensa a te, nessuno sa che soffri così tanto. La tua migliore amica è in vacanza e si starà divertendo, per cui sarebbe da egoisti chiamarla e rovinarle le vacanze per raccontarle del tuo "bastardo amato".
Pensi e ripensi, in questo periodo non fai altro che riflettere, su cosa? Su quel ragazzo per la quale non vale la pena sprecare così tante riflessioni, e improvvisamente te ne esci con una grande filosofia di vita: «versare lacrime per qualcuno privo di cuore è come versare lacrime per una bestia», e così finalmente comprendi che devi dimenticarlo, ti ha preso per una bambola fin da quando ti ha vista la prima volta al mare: «sì devo dimenticarlo! devo continuare la mia vita, in fondo ho soltanto diciassette anni!» pensi nella tua consapevole voglia di essere amata.
In ambito familiare tutto sembra andar bene, ma in realtà è tutto una merda, uno schifo di mondo, uno schifo di vita, una grandissima voglia di cambiare il destino: «cazzo devo riuscirci!» urli al tuo stato d'animo cupo e assente, non puoi sempre farti mettere i piedi in testa da tutti, sei un essere umano anche tu porco cane, fatti valere!
Una nuova ragazza, un nuovo cambiamento, una nuova filosofia di vita, sì! finalmente ho trovato il coraggio.
A scuola ti va alla grande, da quando hai cambiato atteggiamento ti temono tutti e quell'aria da mafiosa che possiedi, fa davvero paura, beh!Più o meno...
«allontanarti dai tuoi compagni non servirà a farti dimenticare Michael» afferma tua madre con grande sapienza, e tu, sai che ha ragione, tu sai che il tuo comportamento è un po' immaturo, sei pienamente cosciente che comportarsi da ragazza solitaria serve solo per non piacere agli altri: «ma non m' importa piacere agli altri, quei cani bastardi!» urli a tua mamma, mentre lei si trova in cucina, poi con passo tranquillo lei si avvicina a te : «Rebecca non devi odiare tutti i ragazzi sulla faccia della terra, non ti servirà a nulla, puoi andare avanti con la tua vita, puoi andare avanti, continuando la tua ricerca verso la tua anima gemella...» sì, è proprio vero, non puoi darle torto, sai che ha ragione.
E rifletti e capisci, sei sola a questo mondo, nessuno è capace di darti ciò che tu desideri, nessuno ti ispira fiducia, nessuno che possa capirti sul serio, nessun'amica, nessun ragazzo che ti ami per ciò che hai dentro e non per ciò che hai dentro gli indumenti intimi, non esiste!Non c'è nessuno di cui fidarsi, alla quale confidare i propri sogni, i propri desideri, le proprie aspirazioni in quel buco nero, del quale nessuno è a conoscenza del fatto che ti avvolge nelle sue orribili grinfie, nelle sue orribili pareti sporche di sangue, nelle sue terribili paure, nei suoi timorosi incubi da film horror.
Bisogna affrontarli i problemi e non sfuggirgli, poiché per maturare si deve soffrire, Michael ti ha sempre trattata come una principessa, durante la vostra storia, il momento più significativo è stato quando lui, per san Valentino ti ha regalato un orsacchiotto di peluche e un anello. Lo amavi questo era certo per il tuo cuore, ma riflettendo bene tu non sei mai stata sicura del suo amore nei tuoi confronti, ti ripeteva spesso : «ti amo!» ma non c'ha pensato due volte a portarti a letto e poi gettarti via, tu dimmi, è questo il vero amore? Io sono del parere che l'amore è qualcosa di indefinibile, ma se devo proprio descriverlo con una sola frase dico che l'amore è il paradiso, l'amore è non aver paura che il tuo partner di possa abbandonare, l'amore è non avere bisogno di dire : «ti amo» poiché è scontato, è il cuore che lo riferisce, l'amore è stupefacente non devi soffrire per Michael, lui non era il tuo "vero amore" e nonostante alcuni sostengano che il vero amore non esiste, non devi stare lì ad ascoltarli perchè il vero amore è piazzato all'interno dei nostri cuori, per cui non lo troverai se non ascolterai il tuo cuore.
Poi un fulmine ti attraversa la mente, piangi continui a piangere, non sai che fare, poi: «voglio ricominciare...» ripeti a te stessa, è proprio con questo spirito che tu devi ricominciare a curare le ferite del tuo cuore, benché non siano ancora del tutto rimarginate.
Qualcuno suona il campanello, corri ad aprire, è lui, michael: «cosa cazzo vuole ancora?» pensi, e prima che tu possa chiedergli di andarsene lui dice: «lo so Rebecca, mi sono comportato come un vero bastardo, ti chiedo scusa, io ti amo non ce la faccio più a vivere senza di te, tu mi hai dato quel che io avrei voluto sempre ricevere da una donna...» e tu con aria più che incazzata dici: «ma non hai detto che non puoi stare con una persona che non ti trasmette emozioni?»
«si, ma sono stato un coglione, voglio riaverti, voglio essere tuo, voglio baciarti e dimostrarti il mio amore...» ti risponde, e con quell'aria da cane bastonato che avevi tu quando lui ti ha scaricata, continua a fissarti, tu lo guardi e noti che sta per piangere, ti dispiace vederlo conciato in quel modo, ma in fondo ti ha fatto soffrire troppo: «scusa, michael non ce la faccio proprio a tornare insieme a te, mi hai spezzato il cuore e adesso ho deciso di ricominciare, tu mi hai trattata come una prostituta, ti rendi conto?»
«sì lo so, ma ti assicuro che sono cambiato...»
«no, no michael non ce la faccio scusami...» e guardandolo fisso in quegli splendidi occhi azzurri, chiudi delicatamente la porta, è incredibile non sai cosa gli è preso: «perché e ritornato da me?»
Ti domandi fra i tanti interrogativi che navigano nei tuoi pensieri, non riesci a capire, è stato lui a mollarti in quel modo, troppo busco, troppo poco meritato, ma oramai hai preso la tua decisione, non puoi farti trattare come una stupida rincoglionita, non lo sei, e se tornassi di nuovo insieme a lui, vorrebbe dire manifestare all'intera popolazione che non hai avuto le palle di mandarlo a quel paese: «no, non voglio ritornare con lui, mi farebbe soffrire nuovamente, e il mio cuore non può subire altre coltellate, mi ha fatto male moralmente, mi ha fatto troppo male, non posso tornare da lui, non voglio!» urli a tutti quegli interrogativi che troppe volte hanno tentato di spedirti nella direzione sbagliata della tua vita.
Camminando nelle strade buie della tua città, inizi a riflettere, pensi a come avresti potuto vivere con michael se gli avessi risposto di sì, sicuramente saresti stata malissimo, avresti sofferto troppo, avresti trascorso bei momenti sì, ma le ombre del passato non avrebbero potuto assicurare un rapporto stabile, un rapporto fondato sulla fiducia, un rapporto che ti facesse sentire protetta, sicura di te...
Bisogna andare avanti e non basarsi sulle proprie parole, ma basarsi su quello che veramente è importante nella propria vita, bisogna basarsi sulle cose reali, ma anche sui sogni, con la speranza, per far sì che ci guidi aldilà del mondo effettivo di quest'epoca.
Tra le pagine di un diario troppo vecchio per raccontare precisamente le tue esperienze passate, ti fermi per un attimo, notando quelle pagine ingiallite del tuo diario "segreto", pensi a tutte le volte che hai pianto di fronte alle delusioni dei ragazzi ai quali eri affezionata, Luca, Fabio, Andrea e altri che da classici ragazzi immaturi, hanno avuto la sola capacità di tradire le tue uniche speranze, facendole crollare in un mondo orribile, un mondo nel quale solo i sogni irreali vengono bruciati di fronte ai tuoi occhi, provocando così quel vuoto nel quale avresti voluto gettarti, tutte le volte in cui qualcuno ti deludeva, ti illudeva, ti tradiva, ti faceva soffrire. Per il semplice motivo di proteggerti, di farti sentire invulnerabile.
Ma gettarsi in un vuoto immaginario era da stupidi, di conseguenza benché lo pensassi, non l'avresti mai fatto, ogni canzone, ogni parola di quei brani ti ricordavano lui, la prima volta che lo avete fatto, un posto romantico, tu avevi preparato tutto il necessario, nell'aria un dolce ed intenso profumo di rose, sul letto alcuni petali di rosa sparsi qua e là, incredibile, tutto sembra accaduto ieri ma nonostante sia passato un bel po' di tempo, tu ricordi quei momenti come qualcosa marchiato a fuoco dentro di te, dentro il tuo cuore....più conosco gli uomini, più amo le bestie...Ogni giorno a scuola, noti quel ragazzo, lo sguardo perso nel vuoto, i capelli mossi dal vento, la carnagione olivastra, seduto sul suo scooter nero e in mano un cellulare, vorresti conoscerlo ma qualcosa ti ferma, la timidezza? No, hai solo la paura di un rifiuto: «ma se andassi da lui cosa potrei dirgli? Ciao mi chiamo Rebecca?Non credo che lui porgerebbe la mano per conoscermi, no, penso sia meglio lasciare le cose così...» pensi, con la pazza voglia di andare da lui.Luisa è tornata dalle sue vacanze in Egitto, ti ha raccontato che si è divertita un casino e tu la guardi, pensando e ripensando nonostante tutto il bene che le vuoi: «cazzo perché a me non capita mai di viaggiare per potermi rilassare un po'...» .
Cambiando discorso, racconti a Luisa di quel ragazzo sul suo scooter, e rimani estasiata alla sua esclamazione: «David?Ma io lo conosco!» , continui a fissarla e con aria incredula domandi: «lo conosci? Si chiama David?» felicissima per la nuova notizia non sai cosa dire, e Luisa ti domanda: «se ti piace posso presentartelo...» .
Presentartelo?non se ne parla, non riusciresti a spiccicare una parola, saresti troppo imbarazzata, certamente ti piacerebbe conoscerlo, ma ti imbarazzerebbe troppo, e a quel punto, come se ti stesse leggendo nel pensiero, Luisa aggiunge: «non devi imbarazzarti, basta che tu sia te stessa, e poi David è un bravissimo ragazzo...fidati di me!» , non sai come, non sai perché ma sai che ti ha convinta, e prima che tu potessi farle cenno di un eventuale si, lei ti trascina da lui, David.Ti trovi davanti a lui, lo guardi, poi lui alza lo sguardo dal suo cellulare: «cazzo che occhi stupendi!!» vorresti esclamare, ma ti limiti solo a pensarlo. Noti che i suoi occhi sono davvero belli, non sono azzurri ma marroni, di un marrone scuro che quando lo osservi è come se ti trasportasse dentro di sé, una cosa meravigliosa, Luisa lo saluta con un grande bacio sulla guancia, e tra te e te pensi: «beata lei...» , nel frattempo lui ricambia il saluto e poi volta lo sguardo su di te: «piacere David» afferma con un sorriso che quasi ti acceca, tu ricambi e poi con tua enorme sorpresa lui si avvicina e ti bacia sulla guancia, e tu, rimani ferma, immobile, ti ha baciata, ma non ti conosce neanche, e non sai più che fare, l'imbarazzo è alle stelle, lui si accorge della tua inconfondibile agitazione, manifestata dalle guance eccessivamente rosse, e per tranquillizzarti un po', dice: «posso sapere il tuo nome oppure diventi ancora più rossa?...» , tu lo guardi e mettendo da parte il tuo carattere permaloso affermi: «Rebecca...mi chiamo Rebecca...» e lui, continuando a tenere fisso su di te il suo sguardo, ti regala un sorriso.La campanella suona, tu e Luisa dovete andar via, salutate David, e correte in classe, mentre il professore di matematica è intento a spiegare la sua lezione, tu sei sprofondata nel mondo del pensiero, continui a pensare a David, che bel sorriso, che occhi meravigliosi e penetranti, e poi un grido: «Signorina Rebecca!! Signorina Rebecca!! Sta pensando a qualcosa di interessante?» è il professore, non rispondi, continui a guardare fuori la finestra, la primavera sta per arrivare, il professore continua ad urlare e tu vorresti tanto dirgli: «cazzo! Tappati quella fogna di bocca!» ma non lo fai, Luisa ti dà una gomitata consentendoti pur contro la tua volontà ad uscire dal mondo del pensiero, guardi Luisa, poi guardi il professore, e dopo qualche minuto ti rendi conto che tutta la classe ha gli occhi puntati su dite, abbassi lo sguardo, non parli, non hai nulla da dire e cerchi di concentrarti su quell'orribile lezione di matematica.
Un ennesimo suono della campanella annuncia che è giunta finalmente l'ora di tornare a casa, Luisa ti guarda, e prima che tu potessi chiederle cose volesse lei afferma: «pensavi a lui?»
«cosa?» rispondi: «ma si, pensavi a lui, pensavi a David durante la spiegazione di matematica?» continua Luisa, e tu, vagando nei tuoi pensieri rispondi: «sì, pensavo a lui, sono tre mesi che lo guardo, tre mesi che penso a lui, sono tre mesi che immagino di essere la sua ragazza...» e spezzando i tuoi sogni Luisa dice: «sei proprio cotta vero? Ma non immaginare troppo, a volte ci si illude e potrebbe accadere di farsi del male senza volerlo, magari non gli piaci neanche, non pensare subito ad essere la sua ragazza, non credo proprio...» e nel momento in cui termina quella frase tu la guardi, le getti uno sguardo di delusione, chi è lei per distruggere i tuoi pensieri, benché siano irreali, chi le dà il diritto di vietarti di sognare? Così vai via frettolosamente. Durante il pomeriggio Luisa, prova a chiamarti, non hai voglia di risponderle, non hai voglia di parlare con lei. Sdraiata sul letto pensi che il tuo comportamento è stato immaturo, ti sei comportata da stupida con David, avresti dovuto essere più tranquilla, ma d'altro canto non potevi controllare i tuoi sentimenti, però ricorda: «non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito (Jim Morrison)» ... Si impara a crescere solo vivendo la vita...Più ti guardi intorno, più riesci a comprendere con chiarezza le cose che ti circondano, guardando a destra trovi quelle persone che ti sembrano sincere ma in realtà è solo apparenza, in fondo staranno tramando qualche idea particolare per mettere in atto il loro eventuale tradimento, riesci ad intravedere il bene che ti vogliono ma solo per pochi istanti, dopo di che noti che è solo il bene che cercano di farti credere, ma in realtà non aspettano altro che mettere le mani sul tuo ragazzo o su quel qualcosa a cui tieni tanto, alcuni sono talmente bastardi che ti fanno credere di poterti fidare di loro e appena ti volti per un millesimo di secondo sono prontissimi a sparare stronzate in un batter d'occhio, quindi ti chiedi: «è possibile fidarsi di qualcuno?» , forse sì, però fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio...
A destra non vedi nulla, sì, il nulla, la solitudine ti protrae in un mondo al quale credi di non appartenere, il nulla, vivi per questo? No, non devi, sei tu a dipingere i colori del tuo futuro, sei tu a dipingere quel quadro ed è sempre il tuo compito correggere quelle sfumature che lo rendono complesso. Il nulla? che colore ha? Che cosa è? Nessuno lo sa, l'unica conoscenza che ha questo mondo per niente protetto è che il nulla non esiste nel nulla, e ti capita di pensare a quelle volte in cui il tuo stomaco ha brontolato dicendo: «stai sbagliando...» e tu, di conseguenza non sapevi quale errore avevi commesso, ma il passato è il passato e deve rimanere nel tempo ormai trascorso nel quale non è più possibile ritornare.
Quella solitudine che avevi giudicato l'amica di te stessa, ti ha tradita per cui ti chiedi: «perché? Per quale ignaro motivo tutti mi tradiscono? Ho fatto qualcosa per il quale mi merito tutte queste delusioni?» e automaticamente ti senti vittima di te stessa, vittima di quegli oscuri soprusi ai quali credi di essere destinata: «il mondo è contro di me?» ti domandi, ma no! Devi solo ritrovare la voglia di ricominciare, alla tua età devi solo vivere la vita per come ti viene presentata, non crearti strani enigmi, poiché non ne vale la pena.
Miracolosamente riesci a capirlo: «RICOMINCIARE!RICOMINCIARE!» urli alla tua anima, al tuo corpo, si, devi ricominciare!Trova nuovi amici, cerca di ricostruire quelle pareti che le delusioni hanno potuto abbattere senza alcuna difficoltà.
Adesso hai la singolare possibilità di trovarti tra le mani, l'inizio del tuo nuovo libro, nel quale scriverai solo le pagine più belle della tua vita, con mille sfaccettature, di mille colori, di mille immagini, di mille emozioni alle quali non potrai, non dovrai rinunciare.
Hai la possibilità di trovarti tra le mani David, la cosa migliore che potessi trovare, non credi?
Sì, è lui, potrebbe essere la persona adatta a vivere con te i momenti più significativi della tua vita, d'altra parte però, potrebbe rivelarsi un'ennesima delusione, da aggiungere alla tue numerosa lista nera.
Spesso riesci ad intravedere nelle persone, quella parte di loro che di solito viene "repressa" ed eclissata, senza sapere che è la parte "migliore".
Le sue scarpe un po' vecchiotte, quell'astuccio che dato il suo aspetto, possiede un'aria "vissuta" o quasi...
Gli occhi, trasmettono amarezza, indecisione, l'espressione di una donna incazzata con il mondo, il perché? Può saperlo solo lei, no, non è possibile, più osservi questo mondo contorto, più ti rendi conto di esserti persa.
Ricominciare?La vedi come un'impresa un po' fuori dai tuoi canoni, ma ci riuscirai, perché sei caparbia e quando ti metti in testa una cosa la raggiungi con orgoglio.
Forse un buon ingrediente per ricominciare questa vita spezzata è la spensieratezza che non possiedi, oppure il fatto di "archiviare" i tuoi problemi, ma in fondo al tuo cuore sei consapevole che il motivo per il quale ti senti così, è il tuo cuore, il tuo orgoglio è stato ferito e devi sanare quelle ferite, devi ricominciare da te stessa, devi ricominciare dal tuo stato d'animo per comprendere la tua personalità.
Puoi cercare di cancellare le tue angosce, e anche se non è facile devi provarci, benché il tuo eventuale egoismo, devi pensare a te stessa.
Stai lì, sotto quel sole ardente sulla tua pelle, osservi e penetri tra le bellezze di un'alba che si perde tra le tue inebrianti riflessioni.
Guardano la gente, i suoi movimenti, i suoi comportamenti, sei in grado di capire che osservare gli altri significa scoprire se stessi.
David è lì, che continua a guardarti nonostante Luisa sia incazzata con te, scrutando lo sguardo sei capace di osservare le sue emozioni, tutto d'un tratto s'avvicina, prende il casco nero dello scooter e toglie le chiavi, ti raggiunge e di lì a poco sei al corrente del saluto che dovrai regalargli con un eventuale sorriso, ti dà un bacio sulla guancia,,,, fa degli strani sorrisini e prima di andar via, ti pone la domanda da te sperata: «vuoi uscire con me?» e tu lo guardi, e non sai perché ma la tua voce è come paralizzata, dalla tua incontenibile emozione, poi un tenero e sussurrato: «sì» provoca in David quel sorriso che avresti voluto accarezzare.
Vi accordate sul giorno, l'ora ed il posto, poi lui và via, e tu rimani lì, immobile, attendendo il momento in cui potrai ancora scrutare i suoi occhi.
L'immaginazione, la gioia di un sentimento che mai cesserà di palpitare nel tuo cuore, forse i dubbi ti tormentano per la pura normalità della paura.
I quesiti di quelle stupide parole nella tua mente: «e se mi deludesse anche lui?» , è normale avere il timore di un'ennesima delusione d'amore, ma andando avanti potrai solo fare del bene a te stessa, imparando tante cose, tra le quali il tuo vero sentimento nei confronti di David.
Il giorno fatidico è finalmente sopraggiunto, davanti il tuo specchio, ti osservi, ispezioni il tuo "essere", la probabile impressione che potresti avere su David: «Il trucco è apposto? I capelli? Il vestito?» ti preoccupi, ma sai bene che il tuo aspetto è più che eccellente, sei tu ad avere sempre troppi dubbi, vagabondanti nei tuoi pensieri.
Il campanello suona, vai ad aprire, cerchi di non far notare al tuo "accompagnatore" l'innegabile eccitazione che provi in quel momento, i tuoi occhi brillano come una corpo celeste in un cielo privo di stelle, come quando il sole riscalda la sabbia del deserto bollente, i suoi occhi ti scrutano con passione, con voglia di accarezzarti, riesci a comprendere la sua attrazione nei tuoi confronti solo quando prende la tua mano eccessivamente accaldata, la stringe a sé, e pronunciando le seguenti parole ti accarezza il viso: «credo che tu lo abbia già capito, perché voi donne avete il vostro "intuito femminile", ma ho intenzione di confessartelo chiaramente, provo qualcosa per te... E ti assicuro che non è amicizia...» in quel momento vorresti chiedergli: «ma in così poco tempo?» , però non lo fai, è lui che continua la sua frase: «nonostante il pochissimo tempo trascorso insieme a te, è come se ti conoscessi da una vita» poi ti sorride, un altro bacio sfiora la tua guancia, e consapevole delle tue azioni, ma trasportata dal forte ciclone del tuo cuore, ti avvicini, stai quasi per baciarlo, quando lui fa ciò avresti voluto fare tu, ti bacia, ti abbraccia e tu, con grande curiosità, scruti con leggerezza e ti accorgi che lui ha gli occhi chiusi, accompagnati da un'espressione di benessere, dopo di che ti lasci trascinare dalla passione......gli amori migliori iniziano sempre con un bacio...Trascorsi circa tre mesi, il sentimento che lega te e David è straordinariamente rilevante, ma nonostante questo hai ancora dei dubbi, la paura è svanita del tutto, ma c'è qualcosa che blocca il tuo comportamento, l'incomprensibile riservatezza non garantisce la dichiarazione esplicita delle tue emozioni, dei tuoi timori, dei tuoi dubbi, delle tue riflessioni, niente riesce a far sì che tutto ciò "venga fuori", ma tenersi tutto dentro è come chiudere in una triste gabbia un piccolo gabbiano, ansioso di voler prendere il volo per fuggire, per poter scappare da quel qualcosa imperscrutabile che lo tiene immobile moralmente, che blocca la sua libertà.
Tra te e te altre riflessioni tintinnano nella tua vita: «forse devo lasciarlo, forse non è adatto a me, oppure semplicemente io non sono adatta a lui, ha trovato al ragazza sbagliata, e farlo illudere in tal modo, non mi sembra corretto, meglio chiudere i rapporti, meglio chiudere prima di poter dare avvio a un qualcosa troppo forte da poter interrompere» .
Non hai nessuno con cui parlare, prima dicevi tutto a Luisa, ma dato che lei non ha avuto un atteggiamento corretto nei tuoi confronti non ti va proprio di chiederle dei consigli, una volta R.Gervaso disse: "chi sa star da solo, non si sente mai solo" e questo è il tuo caso, tu non hai bisogno degli altri che ti consolino, che ti porgano la loro spalla sulla quale poter versare le proprie lacrime, non hai bisogno dell'aiuto altrui, sei capace di vivere con te stessa, senza avere paura della tanto temuta solitudine, si!Cazzo tu sai di essere forte, tu sai che nulla ti può abbattere, naturalmente mettendo da parte quel periodo in cui Michael ti ha trattata di merda, ma quella è una cosa passata, e sprecare tempo per ricordi inutili non vale la pena.
Solitaria? Forse, ma a volte c'è proprio bisogno di starsene da soli, a pensare, ad osservare la propria vita da una prospettiva diversa, a riflettere su quelle cose delle quali non ti è mai importato molto, in fondo sai che trascorrere del tempo per se stessi oltre ad essere rilassante è anche piacevole, poiché riesce a farti dimenticare i tuoi insulsi problemi quotidiani.
Durante determinate osservazioni ti rendi conto che la cosa migliore da fare con David è quello di lasciarlo, non puoi continuare ad essere così titubante e troppo insicura di te, devi andare dritta al sodo e lasciar fare tutto al destino.
Il giorno dopo, incontrando David, non riesci a dirgli tutto, lui corre verso di te, tu lo guardi, non muovi un dito, lui ti abbraccia, la tua indifferenza è più che evidente, ma benché lo sia, David non si rende conto del tuo umore, e mentre pensi a come mollarlo lui è lì, vicino a te a raccontarti di quello che vorrebbe fare in futuro con un amore di ragazza come te: «andremo a vivere insieme, mi sembra la cosa più giusta...sì lo è ... Però ...» e tu intervieni: «David, aspetta un attimo...» ma lui ti interrompe: «... che ne dici se prendessimo un cane? Sarebbe carino, non credi? Ma forse, è troppo presto...»
«David, non puoi p...» ma un'ennesima interruzione ti fa perdere la calma e senza battere ciglio enunci: «DAVID BASTA!!!!» in quel preciso istante lui si ferma, ti guarda e come un delicato sguardo impaurito continua ad osservarti, tu in quel momento continui: «David, non puoi pianificare tutto così, siamo solo degli adolescenti...penso che sia il caso di interrompere qui le cose...non me la sento di continuare...» lui ti guarda, sta quasi per piangere, ma riuscendo a trattenersi risponde: «no, non puoi farmi questo... »
«sì, David, scusami ma non ce la faccio proprio, però se ti va potremmo rimanere amici...» e lui iniziando ad innervosirsi dice: «Amici!...»
«si sarebbe comunque un bel rapporto d'amicizia, non credi?»
«AMICI?» ...
In fondo al tuo cuore sapevi che avrebbe sofferto tanto, ma non potevi fare diversamente, se avessi continuato a stare insieme a lui, avresti adottato un atteggiamento falso e inammissibile.
Sottile è il confine tra coincidenza e fato...Osservi, un giorno di pioggia porta nel tuo cuore malinconia e nostalgia, Scruti fuori dalla finestra e guardi quell'uomo sotto la pioggia, ha un ombrello in mano ma non lo utilizza, uscire ti farebbe bene, stare tutto il giorno in casa trasferirebbe nel tuo cuore troppa tristezza.
Più trascorre il tempo e più ti rendi conto che considerando tutte le persone che potresti incontrare, anche sconosciute, puoi imparare senza sapere. Un vecchio signore cammina lento su quella strada ormai consumata, i suoi occhi trasmettono tristezza, trasmettono le emozioni di un uomo che ha sofferto sul serio per garantire il benessere della propria famiglia, un uomo che si è rimboccato le maniche dicendo: «mi sacrificherò io per la mia famiglia!» , con aria convinta e decisa, il suo viso è invecchiato, quelle rughe fanno notare che è un uomo sofferente, un uomo che ha vissuto la sua vita vivendo attimo per attimo senza mai stancarsi, un uomo per il quale si può dire: «ha vissuto appieno la sua vita.» .
Andando più avanti, vedi una donna, una bella donna che dimostra sicurezza e fierezza, quel genere di donna per la quale potresti affermare: «cazzo anch'io vorrei essere così alla sua età...» , una donna i cui occhi "parlano", raccontano una vita serena, felice, vissuta con piena contentezza e benessere.
E tu osservando la gente comprendi, forse, un giorno potrai diventare una donna saggia e matura come quelle persone invecchiate che camminando per strada si fanno riconoscere solo se le osservi con interesse.
Andando al bar, ti accorgi che un ragazzo ti osserva senza staccare mai lo sguardo, tu ricambi quel gioco di sguardi che inizialmente ti sembra divertente, continuando a giocare, però, ti rendi conto che è un bel tipo, e sorseggiando la tua bibita fresca, il ragazzo misterioso si avvicina, e continuandoti a guardare dice: «ciao, posso sedermi?» tu lo fissi e non parli, rimani immobile, lui continua a guardarti e dopo aver capito che non avevi voglia di conoscerlo, nonostante fosse bello, và via.
Conoscere i ragazzi in tal modo non ti porta a pensare che potrebbe essere l'uomo della tua vita, colui che cerchi, colui che sarebbe disposto a donare la vita per te, per l'amore che prova nei tuoi confronti, ma trovarlo è come solcare una buca nel mare, hai la certezza che quando lo incontrerai sarai in grado di capire che è lui, proprio lui, l'uomo che ti accompagnerà nel corso della tua maturità.
E senz'ombra di dubbio prima o poi accadrà, ti piace sognare ad occhi aperti, pensare a lui come un ipotetico maritino perfetto, come un uomo premuroso e incredibilmente affascinante, come un uomo che ti ami senza mai dovertelo dire, ma semplicemente dimostrandotelo ogni giorno di più.
Dandoti un bacio al tuo risveglio e sussurrandoti : «ti amo...» prima di andare a dormire, questo è l'amore, un'indefinibile voglia di dimostrare la realtà circondante. «troverò mai l'amore?» ti chiedi tra te e te, con quel pizzico di dubbio che insinuato nei cuori di tutti noi, e ti guardi intorno, e pensi, e...non lo sai...ti chiedi, ti poni quesiti, i quali sono privi di certezze, troppe emozioni che non trasmettono tranquillità, e così...più ti guardi in giro, più comprendi che non si può, non è possibile vivere circondati dalla falsità della gente, ma il nuovo capitolo della tua vita, intitolato"voglia di ricominciare" non può andare a quel paese, sei tu a guidare il tuo pensiero verso la correttezza, prendi in mano la penna e comincia a scrivere e correggere le sbavature di una vita persa nel fango...
Seduta in quel bar, su quella sedia troppo vecchia e ormai malconcia, bevi la cioccolata calda che ti piace tanto, sei lì, immobile, fissi la tua tazza, la guardi e non volti lo sguardo, inspiegabilmente, con fare improvviso alzi lo sguardo dalla tua tazza e osservi un uomo, è moro, i capelli corti e incredibilmente lucenti, è seduto di fronte a te, i suoi occhi sono "accesi", sono straordinariamente brillanti, d'un verde brillante che ti acceca soltanto a guardarlo, seduto al suo tavolo, tiene un giornale in mano, non è un uomo vecchio, avrà più o meno trent'anni e la tua aria da diciassettenne non giova al fatto che vorresti conoscerlo, sul suo tavolo c'è una tazza di caffè, le sue guance rosee e le sue labbra smisuratamente rosse, ti attraggono, tu sai perfettamente che lui ha notato il tuo sguardo saldo su di lui da più di mezz'ora, ed improvvisamente ti guarda e ti porge un sorriso, tu ricambi e con modo poco timido, ti avvicini a quell'uomo e dici: «salve, ma io l'ho già vista da qualche parte o sbaglio?...» lui ti guarda e senza sorriderti risponde: «non credo, non sono di queste parti... » e tu con enorme imbarazzi sussurri: «...mi scusi...mi sarò sbagliata...» e inaspettatamente lui ti ferma dicendo: «vai già via?Io mi chiamo Alessandro...e tu?» , e sorridendo rispondi: «...Rebecca...» , da quel momento, cominciaste a frequentarvi per un lungo periodo, circa un anno e mezzo, tua madre non era d'accordo con questo vostro rapporto "d'amore", e in fondo sapeva che prima o poi vi sareste lasciati.
Trascorsi due anni, tu sei eccessivamente nervosa nell'ultimo periodo, e l'unica persona con cui hai voglia di parlare è il tuo ragazzo.
Rimani di sasso quando Alessandro, un giorno, ti chiede: «dovremmo approfondire il nostro rapporto, non credi?» , tu sapevi pienamente che il termine"approfondire" aveva un altro significato, non volevi, non potevi credere al fatto che anche Alessandro era come tutti gli altri maschi, hai dei dubbi, non sai se approvare quella scelta oppure no, pensi e ripesi, ma i sentimenti che provi nei suoi confronti, ti portano ad "accontentarlo".
«Lo amo!Perché non dovrei dimostrargli il mio amore così?Lui ama me, ne sono certa, non può approfittare di me e poi mollarmi... » pensi, tra dubbi e vaghe certezze.
Giunta la sera, prepari tutto il necessario per il grande "evento", questa volta non metti nessuna candela, né petali di rosa, ti potrebbero far ricordare Michael, quindi non metti nulla di speciale, nell'aria c'è una leggera brezza di vaniglia, una luce rossastra batte dolcemente sui muri della camera da letto, Alessandro è arrivato, vai ad aprire, i tuoi genitori non ci sono, sei libera di fare tutto, in tutta libertà...
Accade ogni cosa con troppa velocità, non c'è neppure il tempo dei preliminari, Alessandro è ansioso, troppo ansioso di fare ciò di cui tu avevi grandi dubbi.
Passa qualche settimana e Alessandro inizia a voler fare troppo spesso l'amore, e quando tu cerchi di dirgli: «amore, capisco che per te è importante... credimi lo è pure per me... ma non voglio che il nostro rapporto si basi esclusivamente sul fare l'amore...» quindi pronuncia tali parole, lui ti guarda, ti sembra incazzato, ti sembra davvero molto incazzato e dopo un po' risponde: «...Amore? Chi ha mai parlato d'amore?...» , stai per piangere, stai per farti prendere dalla tristezza, tutto accade a te, tutte queste maledette delusioni sono solo per te, non è giusto: «NON È GIUSTO!!!!!!» urli a te stessa e poi la rabbia ti riempie l'anima: «sei un bastardo! Quindi in tutto questo tempo mi hai solo presa per il culo, non è la prima volta che mi trovo in questa situazione, ma adesso ho capito che per te non era amore, era solo sesso... e adesso dimmi è cambiato qualcosa nella tua vita dopo avermi trattato in questo modo di merda?» gli domandi con indignazione, e lui con ottusità risponde: «...sì. ...adesso mi sento meglio...» e tu più in collera che mai concludi il tuo discorso: «...Ti senti meglio??Ma sei una testa di cazzo, e le teste di cazzo non si sentono mai meglio...ti dico solo una cosa, non mi importa stare ancora qui con te, però ricorda, il carattere di un uomo è il suo destino e questo tuo comportamento alla tua età non ti porterà lontano...» in quel preciso momenti, ti giri e vai via, tranquillamente, anche se in fondo sei molto nervosa, e incazzata con te stessa, sapevi, hai sempre saputo che trovare un bravo ragazzo, conoscendolo in uno schifosissimo bar, è impossibile, ma ti sei lasciata prendere dalla troppa ingenuità...
Ma d'ora in poi, non accadrà mai più, i ragazzi sono tutti uguali e non darai loro mai più una possibilità...
La delusione ti ha imparato che non puoi, non devi fidarti di nessuno, soprattutto di coloro che ti sembrano veri amici, perché sono sempre loro che alla fine ti tradiscono spezzandoti il cuore: «beato qualcuno che non si aspetta nulla dalla vita, perché non rimarrà mai deluso» e riflettendo su questa frase di Marcel Proust, ti fermi, un attimo, riuscendo a comprendere che dovrai solo basarti sulle cose che riguardano te nella vita e non che potrebbero riguardare gli altri.
Finalmente sei riuscita a buttar fuori la rabbia che hai tenuto dentro te per troppo tempo, e adesso sei incazzata, con tutti, e mai ti fiderai di coloro che ti circondano.Puoi guardare l'infinito, ma non scoprirai mai dove potrà portarti...
La strada della tua libertà è aperta, insieme alla battaglia contro gli uomini, i tuoi diciotto anni, sono arrivati troppo presto, e l'arma con la quale combatterai non sarà materiale, sarà l'odio contro le ingiustizie che ti aiuterà a vincere questa lotta.
Troppe inibizioni, troppe iniquità, troppe inquietudini hanno invaso il tuo cuore, il tuo orgoglio, il tuo incredibile amore nei confronti degli altri, ma adesso è nata una nuova Rebecca, invulnerabile e solida, impossibile da abbattere.
La forza di una donna è la sua capacità di difendersi e tu sai che se lo desideri veramente potrà tradursi in realtà....chi non sogna è destinato a morire...Felice nella tua "solitudine" stai lì, seduta su un banco di scuola, che di certo non ti ispira simpatia, da lontano c'è un ragazzo che ti guarda con molta insistenza, ma tu non gli dai importanza, ad un certo punto, osservandolo meglio, capisci che è Giorgio, quel ragazzo che fa impazzire le stupide galline della tua scuola, non lo sopporti, ma quando si avvicina a te e pronuncia questa parole: «ciao tu sei Rebecca vero? Senti ti va di uscire con me? Così per conoscerci più affondo...» non resisti e rispondi di sì.
Uscendo con lui, la sera seguente comprendi che non è così male come pensavi, ma continua a non piacerti, l'unico obiettivo che hai è quello di vendicati di tutti i maschi che non sopporti, loro ti hanno fatto soffrire e adesso tocca a te far soffrire loro.
Giorgio è il classico ragazzo, bello e impossibile, sensuale ed accattivante, il tradizionale ragazzo capace di farti impazzire di gioia ad un solo suo sguardo, capace di farti ardere, in questi casi, molte hanno paura della concorrenza, ma tu no, tu, sai come prenderlo alla sprovvista, è questo che vuoi fare, divertirti e poi mandarlo a quel paese, puoi giocare la carta della simpatia e farti piacere allegria e spontaneità.
Una sera d'inverno, ti trovi sotto un cielo poco stellato a causa delle nuvole, di fronte a te c'è Giorgio, inizia ad avvicinarsi e poi come per magia vi baciate, è molto romantico non c'è dubbio, dopo esservi "lasciati", ed essere tornato ognuno nelle proprie case, sul cellulare sopraggiunge un messaggio, è Giorgio :"Sai Rebecca, credo proprio di essermi innamorato di te,
Sei una ragazza stupenda, solare, sei speciale e spero che il nostro rapporto non finisca...
Ti auguro una dolce buonanotte
Un bacio il tuo Giò Giò "FA sempre piacere sentirsi dire parole del genere, ma nonostante questo devi raggiungere il tuo obiettivo.
Il giorno dopo lo incontri, e iniziando a parlare dici: «ciao Giò, voglio dirti che non me la sento di continuare questo rapporto, ho capito di aver fatto uno sbaglio e continuare vorrebbe dire andare avanti con questa farsa... e non voglio...»
Giorgio sta lì, fermo davanti a te senza dire una parola, e quando prova dirti qualcosa, non ce la fa e inizia a piangere «è incredibile... i ragazzi quando piangono sembrano così teneri e bambini ai miei occhi...» pensi nel frattempo tra te e te, poi lui ti guarda, i suoi occhi sono immersi nelle lacrime, gonfi e rossi, poi quasi sussurrando, tra un singhiozzo e l'altro risponde: «sappi solo, che mi hai spezzato il cuore, e questa tua scelta è incomprensibile per me... addio!» e in quel momento si allontana guardando verso l' infinito di una nuova vita senza di te. Tutto sembra nero, cupo, tutto è come se fosse scoppiata una bomba atomica, una nuvola di tristezza vaga nella città, tra quelle persone che non so ciò che li avvolge.
Ti ho sempre consigliato di non spezzare i cuori altrui benché, il tuo sia stato spezzato più volte, perché così comportandoti avresti attuato un atteggiamento uguale a quello di michael e Alessandro, un comportamento da grandissima stronza, ma tu non mi hai mai ascoltata, sei sempre andata per la tua strada, con caparbietà e cautela andavi avanti, per raggiungere il tuo obiettivo:vendicarti.
Giorgio era stato carinissimo con te, e trattarlo in quel modo non è stato affatto corretto nei suoi confronti.
Guardavi la televisione mentre mangiavi, e poi di colpo una notizia ti fece rabbrividire, ricordo quel giorno come se fosse ieri, tu eri seduta sulla sedia di mamma, vecchia e tanto consumata, in mano avevi una merendina, il giornalista televisivo pronunciava quelle maledette parole:"Un giovane ragazzo si è suicidato, trovata una lettera per spiegare l'accaduto, la famiglia dà al colpa ad una diciottenne."
In poche parole, parlava di un ragazzo trent'enne che si è suicidato perché la sua ragazza gli spezzò il cuore, quelle parole ti ferirono, come se fossero state indirizzate a te.In fretta e furia, andasti via e quando ti chiesi: «dove vai?» rispondesti con freddezza: «a fare un giro, torno subito...» , non tornasti più e adesso sto qui, a ricordare le volte in cui Giorgio chiamava costantemente per sapere di te, a rimpiangere i momenti trascorsi insieme e ad aspettarti, perché in fondo al cuore capisco che mi hai lasciata per ritrovare la voglia di ricominciare e che un giorno, prima o poi, tornerai, un ultimo saluto, un ultimo addio, ti voglio bene sorellina.
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