poeta... storiella verace e stramba...

Sono tanti gli elementi che concorrono a fare di Taranto Tarde, in dialetto tarantino, un luogo inimitabile e pieno di fascino con qualche sfaccettature di simpatia e di umorismo di certi cittadini (rispettabili per carità), ma un po' curiosi e spassosi che a poterne indagare le singole origini e i singoli motivi, senza alcun dubbio, vi sarebbe da spassarsi un mondo!
L'aspetto con cui attualmente si presenta la città vecchia non è rimasto del tutto conforme a quello dei tempi andati, però la pesca è rimasta così com'era un tempo con le stesse abitudini, le stesse movenze ...non è un hobby ma è un lavoro di cui ci si vanta con orgoglio.
Il vero pescatore si riconosce da come descrive il pesce, la cozza, con un rituale preciso, dettagliato... poetico persino come cucinarlo, come dire che "s'illuminano d'immenso..."

...ci vuè cu sé cume se cucine
pigghi' u pesce e miettele n'tiane
nge miette pep'e putresine
garfene cannelle e maturane,...

se vuoi sapere come si cucina
prendi il pesce e mettilo nel tegame
poi ungilo con pepe, prezzemolo,
garofano, cannella e maggiorana

Spontanee e genuine creazioni popolari danno luogo a frase burlesche... come ...Na cicce...na... ecco Ciccio...ecco...
Il dialetto di Taranto ha tanti giuochi di parole che determinano ciò che si suole chiamare scioglilingua ...tipo ...ci ne ma scè, sciamene, ci non ne ma scè no ne sciame scenne... (se ce ne dobbiamo andare, andiamocene, se non ce ne dobbiamo andare non ce ne andiamo).
La maggior parte di loro sanno appena scrivere e leggere, ma stando a contatto ogni giorno con il mare e il cielo ...diciamo che hanno un senso spiccato per la poesia, per loro anche una lisca di pesce è un motivo per far rima. Come dire...alla maniera di Kant:
...il cielo stellato sopra di me ...e il pesce nella rete per me.

Abitava nel vicolo un certo Ciccio detto "Baffone", così lo chiamavano gli amici per i suoi baffi lunghi sottili e attorcigliati come dei cavaturaccioli che gli coprivano il naso e arrivavano fino al collo, che lui tingeva sempre di nero, chissà forse con il liquido nerastro di qualche seppia.
Era piccolo di statura, un uomo alla buona, ignorante, sapeva appena leggere e scrivere. Non era più tanto giovane, ma i suoi anni non li dimostrava per il suo viso rubicondo e sempre rosso e colorito, un po' per il sole e un po' per qualche bicchiere di vino chijne -chijne... (pieno-pieno) che " si faceva" la sera con gli amici all'osteria nella cosiddetta parte "bassa" della città vecchia e restava un po' 'ndrunate (stordito per il vino).
Quando tornava dalla pesca, lui portava il pesce al mercato per venderlo.
Era un mercato all'antica che sta in piazza Fontana, dove si trova di tutto, con quei banchi di marmo e gli ombrelloni colorati ...tipo quelle bancarelle che compaiono al mattino molto presto ...con il pesce fresco appena pescato che la gente fa a gara per comprarlo e dopo mezzogiorno le bancarelle spariscono ..perchè ormai non c'è più pesce da vendere.
Accanto ai banchi, i venditori gridano "pesce fresco di giornata!"

Tutti conoscevano Ciccio il baffone per il suo modo di parlare come lui diceva..."raffinato".
Zia Cuncette, la donna che l'aveva cresciuto non riusciva a capirlo quando parlava.. e.. diceva: "Madonna d'u Carmene ma come parli difficile, no puoi dicere le cose papale papale!"
(Madonna del Carmine..ma come parli difficile..non puoi dire le cose così come sono...in modo che possono capire tutti)
Un giorno, mentre incartava due merluzzi gli capitò di leggere a caratteri neri e cubitali:

Concorso di poesia [...] argomento libero [...]

Ebbene è giunto il momento per me di esternare finalmente il mio estroso (estro) poetico... e così fu..
Incominciò a buttar giù fiumi di parole e alla fine tutto soddisfatto disse: "Erica!!!... (Eureka) finalmente è nato il mio poema...!"

Il cielo stanotte
è un fantasmorico (fantasmagorico)
spettacolo di luci, di colori
come questa notte di pediluvio (preludio).
Il cielo è un velluto smagliato (smerigliato)
con un branco (banco) di nuvole
che come zucchero al vento (a velo)
si nascondono sotto un velo aureolo (aureo).
La luna, come una cozza
Allucesce (illumina).
Le stelle come allampacioni (lampioni)
si mantengono in cielo
per la forza di gravidanza (gravità)
sembra un giardino prensile (pensile)
con sciami di fiori (fasci)
che le api impallinano (impollinano) i petali.
Tutto sembra un gioco di un caleidoscopio (caleidoscopio)
Il non super ultra (plus ultra) di bellezza
E se pur in cielo c'è il buco dell'orzoro (ozono)
lo spettacolo stanotte è di una bellezza venerea (venerabile)
Di fronte a tanta bellezza io resto putrefatto. (esterrefatto)
Firmato... Ciccio detto" 'U Baffone."

Dopo averla scritta a macchina ...la lesse a zia Cuncette che tutta soddisfatta disse: "...filii mi.... perchè nu scrive anche che le stelle sono come ...nu canestre de cerase a sere l'esse e a matine u trase?. (come un cestino di ciliegie che la sera lo esco e la mattino lo entro) e che il cielo è ...come nu lanzuele pezze pezze senz'ach 'è e senza pezze l'arrepezze.. e chiu belle..no... (il cielo è come un lenzuolo con tante pezze, ma con, o senza pezze, è sempre rappezzato, è sempre più bello )"
"Va bene zia lo scriverò alla fine."
E così inviò la poesia.

Dopo alcuni giorni ricevette una lettera la quale diceva:

Gentile signore abbiamo apprezzato l'impegno con il quale vi siete immedesimato nel descrivere il cielo e le stelle... ma, tralasciando tutta la prima parte poteva solamente scrivere i bellissimi versi con cui ha concluso la poesia, dal momento che il concorso richiedeva poesia scritta in vernacolo. Mi dispiace, ritenti.

Il giorno dopo, al mercato, incominciò a vantarsi che la sua poesia era stata apprezzata molto e, sempre rivolto agli amici disse: "Io sono convinto che non m'hanno premiato solo perché ho scritto la poesia inta a cucine" invece che dentro a u' cenacolo di San Domenico. Ma da pruvà ancora ...baffone!" (riproverà ancora Baffone!).
certo che Ciccio u 'Baffone è davvero un tipo strano...


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