(NdA: destinato ad un pubblico non proprio infantile)

Elisa era seduta sulla sedia, rigida. Il rubinetto dell'acquaio gocciolava rompendo il perfetto silenzio della stanza; la donna come al suo solito aveva un viso serio, nel quale risultava difficile indovinare i pensieri.

In effetti, che cosa le passasse per la testa nessuno sarebbe stato in grado di affermarlo con certezza: non i figli, d'altronde abbastanza piccoli ed egoisti per non pensare ad altro che ai loro giochi ed alle loro pance, e nemmeno il marito, impegnato seriamente nel suo ruolo di capofamiglia... lei faceva quel si doveva fare, e tanto bastava.

Eppure, dietro quella impassibilità e la crocchia sempre perfetta, Elisa macinava un bel po' di pensieri, anche perché c'erano tante cose a cui pensare: preparare la colazione per i figli che si sarebbero alzati tra poco, mettere a posto la casa, pensare ai pasti dei giorni a venire...

Meno male che Pietro era già uscito per sbrigare le necessarie incombenze; certo, suo marito come tutti gli esseri di questo mondo aveva dei difetti, nel caso specifico un caratteraccio tendente allo scorbutico, ma tutto si poteva dire tranne che trascurasse la famiglia.

Pietro sapeva come pensare alla famiglia e mandare avanti una casa, specialmente per quanto riguardava l'approvvigionamento del cibo. Quando lo aveva sposato una decina di anni prima aveva sottovalutato le doti del marito anzi, al loro manifestarsi nel momento del bisogno, era rimasta un po' perplessa; adesso invece era contenta di quel menage cosi ben gestito, beninteso, anche con l'aiuto di lei.

Ma adesso basta rimuginare, bisognava alzarsi dalla sedia e darsi da fare.

Primo problema: come togliere quelle benedette macchie? Questa volta però la colpa era di Pietro, che aveva buttato il grembiule in un angolo invece di consegnarlo subito come al solito alla moglie... lei era stata presa da altro e non aveva effettuato il lavaggio istantaneo: e adesso, come far sparire quelle macchie senza che ristagnasse un antipatico alone?

E inoltre, ancora pochi minuti ed i bambini sarebbero arrivati in cucina, smaniosi e, il loro padre non era ancora tornato.

Elisa scese dabbasso nel locale che fungeva da ghiacciaia e si fermò sulla soglia: i signori Meschini erano lì, marito e moglie, appoggiati l'uno all'altra e con gli occhi ancora spalancati, come stupefatti per i colpi di bastone ricevuti due giorni prima: ma che fastidio, perché gli occhi non erano chiusi come al solito? E poi perché sembravano guardare proprio lei?

Ma lo sapevano quanto era aumentato il costo della vita? Loro erano soli, senza figli, senza alcuna cospicua eredità su cui la polizia avrebbe avuto lo sghiribizzo di indagare e, ultimo ma non meno importante, se ne erano andati insieme. Cosa chiedere di più ? E allora perché tanto stupore? Erano sempre stati tanto buoni, lo sarebbero stati una volta di più nei confronti di una famiglia bisognosa.

Basta, si stava facendo troppo tardi, i bambini erano così affamati nel periodo della crescita... si sbrigasse a tornare il capofamiglia, visto che si vantava di saper maneggiare la mannaia come pochi altri al mondo, c'era da organizzare la casa per la settimana.


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