La trappola del ragno: Seconda parte

22. Verso casa.
Andrea si sforza di parlare solo per non apparire scortese. "Come è andato il viaggio?".
"Tutto bene. E lei? Come si è trovato con Massimo ...?".
"A mio agio".
"Questa è la prima volta che lo sento dire. Non è mai facile trattare con Massimo al primo impatto. Ah, comincia a fare caldo. Io adoro il mare, ma ...".
Quando la donna si asciuga il sudore con un fazzoletto, Andrea distoglie lo sguardo dalla guida per cogliere la realtà della vera che Manuela porta al dito.

23. "La donna che visse due volte".
Andrea lascia la valigia a terra, vicino l'ingresso. Osserva Manuela abbracciare Massimo.
La moglie di Spinosi si guarda intorno. Andrea continua a studiare quella sconosciuta, cercando di razionalizzare quella complice unione che la coppia sembra rivelare. E che può esistere soltanto fra ...
"Meno male che stavolta la casa possiede un certo calore. Andrea ... Posso chiamarla Andrea, vero? Deve sapere che mio marito ha l'abitudine di affittare sempre case così ... Ah, non riesco a trovare un termine adatto. Lui dice che è perché non vuole affezionarcisi troppo ...".
è mia moglie ...". L'ironia nelle parole di Massimo non sembra avere avuto effetto sull'ospite, che chiede di poter essere scusato mentre si allontana.
"Massimo, puoi versarmi un whisky? Lo so che è presto, ma ...".

Una notte agitata.
In bagno, Andrea si lava la faccia e rimane quasi senza fiato. Si guarda nello specchio, come se stesse guardando una altra persona.
"Manuela non ha mai bevuto whisky ...".

24. Manuela Spinosi.
Quando Andrea ritorna in soggiorno, Manuela è seduta sul bracciolo di una poltrona e sta sfogliando distrattamente i suoi racconti.
"Mi crede se le dico che non pensavo proprio che i miei lavori potessero interessare qualcuno? Adesso mi è venuta voglia di cambiarli completamente. Non mi piacciono più ...".
Massimo si avvicina al suo ospite, offrendogli un bicchiere. "Le faccio i miei migliori auguri per il suo lavoro ...", sussurra.
Manuela chiede di poter rileggere i manoscritti prima di sapere qual è il giudizio di Andrea.
L'uomo annuisce, non potendo far altro che cercare di sorridere per dissimulare il suo stordimento.
"Adesso basta, Manuela", interviene Spinosi. "Ah, stasera ci sarà la proiezione di "La donna che visse due volte" per la retrospettiva dedicata ad Hitchcock. La parte più interessante sembra venire dopo, perché è stato organizzato un party a casa di un produttore ... O che so io. Andrea, lei sarà dei nostri ...".
Manuela chiede di essere scusata, ma non pensa di poter essere presente. Sente che il viaggio l'ha stancata più del previsto ...
"Ah, Massimo. Devo ancora disfare i bagagli. Ed anche fare una doccia. Ti dispiace se mangiamo un po' più tardi, oggi?".

25. Che cosa sta succedendo?.
Andrea è sdraiato sul letto della camera degli ospiti. Manuela, la donna che lui ha conosciuto, è un fantasma che dissolve nel ricordo di esperienze vissute.
"Era come ... Una realtà era stata fatta a pezzi sotto i miei occhi. Oppure no? Non lo sapevo. Non lo so ... Non potevo fare altro che stare a guardare. E questa è un'altra fregatura ...".

26. Un regalo di buon augurio.
Manuela è incredibilmente loquace durante il pranzo, e dimostra una curiosità vorace nei confronti di Andrea.
Gli chiede se è sposato, oppure solo fidanzato. Come anche, scherzando, se ha qualche relazione clandestina.
"A centinaia ...", replica il giovane maschio.
Poi, Manuela domanda se Andrea non ha nulla in contrario a lavorare sui racconti insieme a lei sulla spiaggia. Trova che sia un vero peccato non godere di quelle giornate ...
Massimo ha trovato le note di revisione sui manoscritti molto interessanti, ed ha anche notato due tipi di calligrafia differenti. "Ha lavorato con una donna, vero?".
Non trovando una risposta migliore, Andrea spiega che si è avvalso dell'assistenza di un nuovo acquisto dell'agenzia ...
Manuela sorride fra sé e sé, guarda il marito e poi chiede di essere scusata.
Sale al piano superiore, per ritornare poco dopo con una penna del marito. Chiede di poterla regalare ad Andrea.
"Massimo crede che porti fortuna a chi scrive, ricevere una penna in regalo ...".

27. Andrea.
Il mare è un miraggio translucido che riverbera la luce del sole di un primo pomeriggio sonnolento. Andrea cammina in giardino, il cellulare premuto contro il suo orecchio.
La voce passionale di Roberta.
Qualche frase di cortesia a cui Andrea si sottomette, per poi accennare al loro ultimo incontro e chiedere se non sia possibile avere una delle foto "che non esistono" della moglie di Spinosi.
"Può darsi ... Ma ci vorrà un po' di tempo. Intanto, puoi pensare ad un modo per sdebitarti ...".
"Hai già in mente qualcosa?". "Lo sai quello che voglio ...".

28. Alfred Hitchcock.
James Stewart e Kim Novak passeggiano insieme nella foresta di sequoie. Massimo segue la proiezione con aria visibilmente annoiata. Indossa un lungo soprabito di pelle nera che lo rende un tutt'uno con il buio che lo circonda.
Kim allunga la sua mano verso il tronco dell'albero dove sono segnate le ere geologiche della crescita della foresta.
"Ecco, qui è dove sono nata ... E qui, è dove sono morta ...".
Andrea veste una leggera camicia ed un paio di pantaloni a coste, e sembra percorso da un brivido quando Spinosi si protende verso di lui.
"Guardi tutti questi critichi viziosi dell'autoerotismo intellettuale. Hanno sprecato la loro vita nei cinema d'essai e continuano a sprecarla nel rivedere gli stessi film ...".
"Per quanto riguarda la mia vita, ho cercato sempre di applicare il detto zen: "Se incontri un Buddha per la strada, uccidilo".

29. Il solito sospetto.
Andrea si serve di un cocktail al tavolo del buffet.
Guarda Massimo a qualche metro di distanza da lui, impegnato in una accesa conversazione. Comincia ad alzare la voce, e lascia i suoi interlocutori dicendo che ogni sua decisione riguardo le candidature sarà comunicata alla riunione dell'indomani.
Si avvicina ad Andrea.
"Non si rende conto di quanto lei sia fortunato a non dover sopportare simile immondizia". Guarda verso la piscina, dove qualche ragazza sta facendo il bagno. "... Sembra invitante. Viene con me?".
"Non ho il costume ...". Andrea butta giù un sorso.
"Neanche quelle troiette che stanno starnazzando in questo momento nella vasca. Ma crederanno di aver attirato la nostra attenzione. E questo è più che sufficiente per ... Non so se capisce ... A me interessa solo il gioco ma per quanto riguarda lei, le posso assicurare che ci si può liberare di loro molto in fretta, il giorno dopo".
"Conosco il tipo ...".
"Il punto debole di molte persone è quello di credere di essere qualcuno ... Quando in realtà sono solo vuoti a perdere ...".
Andrea guarda Spinosi allontanarsi. Nella sua mente, risuonano le parole di Manuela quando lui ha cercato di leggere il suo diario.
"Non capiresti certe cose che ho scritto ...".

Una notte agitata.
Una sigaretta fra le labbra. Una voluta di fumo. Una recriminazione alla quale Andrea non può sottrarre il suo pensiero.
"Potevi chiederle chi era. Potevi dire tutto, stronzo ... Anche se non avresti risolto nulla, era sempre meglio di questo ...".

30. Sulla spiaggia di Cattolica.
Manuela indossa un due pezzi nero; sdraiata su un telo mare, sfoglia un giornale con aria annoiata.
Andrea è vicino a lei. La guarda in silenzio, e rimane quasi folgorato quando coglie sul viso della donna un sorriso come ... Pensiero interrotto.
Manuela si volta verso di lui. "È bello qui, vero? Rilassati ...".
Mette via il giornale e si distende al sole. "Ho dimenticato i manoscritti a casa, così oggi possiamo goderci il mare. Toglimi una curiosità. Come mai uno come te si è avvicinato al settore dell'editoria?".
"... È successo. Ho frequentato un corso per revisori editoriali, ed ho frequentato lo stage presso l'agenzia dove sono rimasto ...".
"... Credi veramente che quei lavori possano interessare un pubblico? Lo so, te l'ho già chiesto. Ma io non ho mai scritto nulla di importante. Solo un diario ... E adesso la tua agenzia vuole che sia Massimo a scrivere la prefazione di questo libro".
"Possono essere un buon inizio ...". Andrea vorrebbe aggiungere altro, ma preferisce un silenzio prolungato.
Manuela decide di entrare in acqua. Andrea non accetta l'invito della donna, limitandosi ad osservarla mentre attraversa la spiaggia e ridendo per la sua goffaggine.

31. La giuria del Mystfest.
Ore 10.33.
Massimo Spinosi saluta cordialmente le ombre che siedono insieme a lui attorno ad un tavolo circolare.
Ore 11.57.
Quando uno dei presenti termina il suo giudizio su un lavoro, lodando la tecnica di scrittura cinematografica, Spinosi prende la parola.
"C'è solo un problema ... Quel lavoro È una stronzata. E mi chiedo in virtù di cosa ci siamo sopportati questa filippica da parte sua. Forse si è fatto fare un pompino da qualcuno ...?".
"NON LE PERMETTO ...".
"Lei permette, eccome. Glielo posso assicurare ... Quelli come lei non possono fare altro che permettere, quando sono in presenza di uno come me".
Ore 13.49.
Massimo Spinosi è in piedi e il resto dei presenti. "A questo punto, non mi resta altro da fare che lasciare la giuria".
"Signor Spinosi, la prego. Abbiamo tempo per rivedere tutte le opinion ...".
"Quando qualcuno cerca di avvicinare la mia immagine ed il mio nome a quello di miserabili pezzenti, senza assumersi il dovere di un adeguato indennizzo, sono io a decidere il mio risarcimento ...".
"Che cosa dobbiamo fare per ...".
"Nulla. Perché io non cambio la mia decisione. Ma sarò comunque presente alla premiazione, e rilascerò le mie dichiarazioni ...".

32. Sulla spiaggia ...
Andrea guarda il mare. Si sdraia supino, osservando un cielo terso che si stende sopra di lui. Scivola lentamente nel sonno.

Una notte agitata.
Andrea spegne la sigaretta. Seduto per terra, cerca di ordinare alcuni fogli sparsi. Ne prende uno. Il nome di Manuela è seguito da un punto interrogativo.
Sotto, un elenco di possibilità:
1) Intima amica?;
2) I racconti. -> Non poteva prevedere che ci saremmo incontrati.
3) Invidia? -> Perché rubare i suoi ricordi ...

33. Manuela e Massimo Spinosi.
Dopo cena.
Manuela serve una tazzina di caffè ad Andrea, e comincia a sgombrare la tavola. Veste una semplice camicetta sopra una leggere gonna dalle nervature verticali.
Fa caldo, stasera ...". Manuela si avvicina a Massimo e chiede se può prendere una delle sue sigarette.
Il marito annuisce. "Fa pure ...". Sceglie un Cd e lascia partire una canzone.
"Oh, no ... Ho ascoltato questo pezzo fino alla nausea", esclama Manuela mentre trasporta alcune stoviglie in cucina.
Dopo qualche nota, Andrea riconosce il motivo. Lo ha già sentito, nelle labbra di Manuela. Nel suo letto ...
"Massimo è sempre vittima di improvvise passioni per la musica. Può ascoltare per mesi interi gli stessi brani e poi abbandonarli all'improvviso ...". Dalla cucina, comincia a provenire il rumore sommesso della lavastoviglie.
Manuela si affaccia sul passa vivande, ed attira a sé un posacenere.
"Mi aiutano a chiudere fuori il mondo, quando lavoro", le risponde Massimo e, per risposta, si guadagna uno sguardo caustico della donna.
"Massimo, non trovi che sia un peccato che Andrea non abbia ancora trovato una donna giusta per lui?".
"Io non ci credo ... Ma quando comincerai a farti gli affari tuoi? La scusi ...". Massimo si versa un bicchiere di brandy.
Andrea concede il suo perdono. Manuela si siede davanti a lui.
"Io pensavo ... Così, tanto per dire ...". La donna lancia un'altra occhiata nella direzione del marito. "... Tua sorella. Credo che sia proprio il tipo che fa per lei, Andrea. È una donna splendida. Anche se purtroppo è stata colpita da un grave lutto, recentemente. Mi dispiace solo di non avere qui una sua foto ...".
Massimo raggiunge Manuela. Una maglietta di colore scuro ed un paio di jeans bastano per conferire alla sua immagine una decina di anni di soprannaturale clemenza.
Sfiora il collo della donna con la mano, stringendolo leggermente.
"Penso che Andrea abbia tutte le carte in regola per poter avere successo con le donne. Anche senza il tuo aiuto, cara ...".

34. Voci sommesse.
Troppo caldo. Andrea non riesce a dormire, quella notte. Esce dalla sua stanza per andare a prendere un bicchiere d'acqua, quando avverte una conversazione provenire dalla camera di Spinosi.
Si ferma sul corridoio. Fa un passo sul primo gradino. Maledizione!!! Uno schiocco del legno ...
Le voci tacciono.

35. Il giorno seguente.
Quando Andrea scende per la colazione, c'è solo Manuela. Con una strana espressione laconica nello sguardo. Dopo essersi servito del caffè, chiede di Massimo.
"È stato chiamato questa mattina presto. Ha alzato la voce come al solito, e poi è uscito. Dimmi la verità: cosa ne pensi di lui? Veramente ...".
Andrea risponde che conosce solo un po' di quello che si è scritto e detto su di lui. E che non può esprimere un giudizio ...
"Allora, non ne sai nulla".
Manuela posa la tazza. "Mi puoi accompagnare a fare degli acquisti?", esordisce all'improvviso.

36. Shopping.
La noia di Andrea progredisce mano a mano che Manuela insiste nel chiedere la sua opinione riguardo all'acquisto di alcuni abiti.
Prima chiede alla commessa di poter provare un vestito con gonna a ventaglio. Quindi, una camicetta blu scuro sopra un paio di pantaloni a sigaretta per poi passare ad un paio di jeans sopra una camicetta chiara che viene annodata in stile Capri.
Alla cassa, Manuela paga con una carta di credito.
Andrea cerca di guardare la sua firma sulla matrice della ricevuta, per riconoscere solo una calligrafia sconosciuta.

37. In auto.
La Wolkswagen percorre il viale principale di Cattolica. Andrea chiede qual è il motivo del suo apparente disinteresse per la sua presenza, e per i suoi manoscritti.
Manuela comincia a parlare ...
"A Massimo non è possibile avere degli amici. Vede complotti dappertutto. La storia con gli americani non è così semplice. Gli hanno fatto causa accusandolo di aver anche cercato di subappaltare parte del progetto a società non affidabili. E la sua reazione è stata quella di gettarsi nel lavoro ...".
"Ha cominciato a privarsi di tutto. Di una vita ... Ho anche paura che mi controlli, che mi faccia sorvegliare ...".
"Comunque, possiamo cominciare a lavorare ai racconti questa sera. Va bene, per te?".
"Qui ci voleva una risposta alla Elmore Leonard, come: "Sai cara, francamente non me ne può fregare un cazzo. Io me ne vado ...".
"Va bene ...".

Una notte agitata.
Ancora fogli che passano nelle mani di Andrea. Uno di essi è completamente dedicato alla voce "Amante". Una annotazione riempie il resto dello spazio: LE DONNE COSTANO.

38. Aria di tempesta.
Manuela ha un vivace alterco con Massimo per aver usato la 4x4 senza avvertirlo. Aveva deciso di andare a far visita ad una sua vecchia amica ...
Massimo non accetta le sue scuse: poteva sempre chiamarlo.
Andrea rimane in silenzio. Manuela continua a sfilare nervosamente l'anello al suo dito per poi gettare il tovagliolo sul tavolo e salire in camera sua.

39. Andrea e Massimo.
Siedono insieme in giardino. L'aria della sera è fresca: Spinosi la assapora insieme all'ultimo sorso di vino nel suo bicchiere.
Andrea si serve ancora dalla bottiglia posata sul terreno. Massimo studia la camicia azzurra che indossa il giovane (indossata da più di due giorni, eh?) ed i pantaloni (a buon mercato ...).
Spinosi sistema le maniche troppo larghe del suo pullover. Guarda il cielo.
"Mi dica la verità. Ma che sia la verità, senza barare. Si è mai domandato perché le è venuto l'impulso di scrivere? Sì, perché quella volta ha deciso di prendere in mano carta e penna o di sedersi davanti la macchina da scrivere?".
Andrea rimane interdetto. Ci pensa per qualche istante, aiutandosi col vino. Distende un braccio dietro di lui, per stirarsi.
"E, a lei? Perché le venuto l'impulso di scrivere ...".
Una ruga di disapprovazione compare sulla fronte di Spinosi. "Ah! Mai rispondere con la stessa domanda. A me che non sia intenzionale ...".
"È voluto. Sono io quello che dovrebbe intervistarla ...". Andrea continua a bere il suo vino.
"Vuole una risposta che può pubblicare, oppure la verità ... E questa le costerebbe caro ...?".
"Sta a lei decidere ...".
"Allora, la risposta più pericolosa. Quando ho cominciato a scrivere, non avevo niente altro a cui aggrapparmi. Rabbia e frustrazione avevano cominciato già a distruggere il mio corpo: un tumore tiroideo. Dal quale sono guarito ... Il mio organismo se l'è mangiato. Quello che viene scritto nelle mie biografie ufficiali, è tutta roba inventata dai miei consulenti di marketing ...".
"I miei venti anni precedenti sono trascorsi nel mio più completo rifiuto di questa società, sia fisico che mentale. Era reciproco, comunque".
Massimo si alza. Accende una sigaretta, mentre si avvicina al muretto ed osserva la città di Cattolica, illuminata dalle luci della sera.
Invita Andrea a raggiungerlo.
"Continui. Non è di tutti i giorni incontrare un eremita metropolitano pentito ...".
"La sua È la curiosità morbosa dei repressi d'oggigiorno. Non mi fraintenda, non gliene faccio una colpa. Siamo stati allevati nella repressione, perché genera bisogno. Ed un mercato ...".
"Questa mi sembra una osservazione semplicistica per uno come lei".
"Quando qualcuno o qualcosa si appropria del modo di soddisfare un bisogno che ha generato, ha già il potere di rendere schiavo il suo prossimo. Basta mantenere i meccanismi di repressione. Sì, è tutto molto semplice in fondo: basta togliere i giocattoli dalle mani di chi se ne è appropriato, perché tu glielo hai permesso...".
"Così, ha scelto di scrivere per avere una valvola di sfogo alla sua rabbia".
"Non sia grottesco nelle sue conclusioni. Siamo in un talk show, in una soap opera? Avrei voluto sicuramente fare altro, tutto quello in cui ero stato castrato ... Ma non volevo neanche essere un burattino qualunque".
Massimo ride quando si accorge dello sguardo disorientato di Andrea.
"Solo che scrivere non costa molto, come materia prima. Anche se, nel mio caso, ho iniziato a scrivere su un Pc di ultima generazione...".

40. Chiacchiere. Chiacchiere ...
"Allora ... La bambina al padre: "Papà, papà. Lo voglio anch'io un bagnino gonfiabile". "Ma, cara. Non esistono i bagnini gonfiabili ...". "Non è vero. La mamma ne sta gonfiando uno dietro lo scoglio".
Andrea si contorce sul divano per gli spasimi della risata.
Massimo gli passa un bicchiere di Porto. "Ne hai più bisogno di me, se ti vengono da raccontare solo queste barzellette".
"Grazie ...". Andrea cerca di tirare dei respiri profondi, ma continua a ridere.
"Vuoi smettere di fare casino? Sono sempre Massimo Spinosi, in fondo. E poi Manuela starà già dormendo a quest'ora".
Trattenendo il bicchiere fra le mani, Andrea alza lo sguardo verso Massimo, sprofondato in una poltrona. "Ti posso fare una domanda?".
"Ancora? E magari è una di quelle pericolose ...". Massimo lascia che la sua mano compia un ampio gesto nell'aria. Un invito a proseguire.
"Sì ... Voglio sapere perché hai scelto un genere come l'orrore, ed il fantastico. Senza che tu racconti le puttanate che fai scrivere sulle tue biografie".
Massimo arriccia le labbra.
"Vuoi sapere perché ho scelto lo scheletro nell'armadio della letteratura, insomma. Secondo me, invece è attraverso la spazzatura di vita comune che viene venduta come "vera" che sta la vera dannazione ... Uhm, ho scelto il mio genere con la precisa volontà di distruggere chiunque e qualunque cosa abbia avuto la possibilità di risucchiare la mia vita e risputarla. E non sono uno che si accontenta della pagina scritta ...".
Massimo si versa nervosamente un altro bicchiere e lo butta giù tutto d'un fiato. "Ma bisogna trovare la Chiave ...".
Gli occhi di Andrea cominciano a socchiudersi. Ma quella risposta oscura accende ancora di più la sua curiosità. La risposta di Massimo è, naturalmente, bizantina.
"Nel Tempo, amico mio. Nel tempo ... E ti ho detto di più di quanto tu possa capire. È il Fare, per me, quello che conta. Io non sono uno scrittore: sono un predatore. Ed il mio scopo è quello di afferrare i coglioni di uno dei miei nemici, strapparglieli e ficcarglieli in bocca perché non possa urlare mentre lo trascino nella mia tana ...".
"Potresti anche darti una calmata, però. Adesso mi sembra che non te la passi poi tanto male ...".
"Credi che sia sufficiente? Per sputare fuori tutto il veleno che ho in corpo, dovrei mettere a ferro e fuoco questo intero pianeta. Magari anche l'Universo che lo contiene ... Per quanto mi riguarda non si è mai abbastanza ricchi, abbastanza magri ed abbastanza armati".
Andrea non ha la forza di riflettere su quella risposta. I suoi occhi si stanno chiudendo. Massimo si alza, e chiude la porta esterna. Domanda se il suo ospite ha intenzione di dormire sul divano.
"No. Adesso salgo ...".
"Bene. Ah, non hai ancora risposto alla mia domanda ...".
"Quale? Ah, sì ... Beh, perché pensavo di ...".
"Essere preparato. Essere capace. Avere talento. Nel Ventunesimo Secolo, non basta. Ma ... È la Verità dietro un sacco di menzogne che ti può salvare il culo. Sempre. Ricordatelo".

41. Il giorno seguente.
La spiaggia è animata da una umanità vaga. Andrea è silenzioso, così come la donna vestita di un bikini nero distesa vicino a lui. Il volto di Manuela non tradisce alcuna emozione. I suoi occhi sono celati da profondi occhiali da sole.
... Avevo deciso di accompagnarla solo perché pensavo che l'aria mattutina avrebbe cancellato gli ultimi postumi della sbronza della sera prima.
Me ne sarei andato quel giorno stesso, avrei trovato una scusa qualsiasi e me ne sarei ripartito ... Poi, sarebbe stato un problema dell'agenzia.
"Ho letto i racconti, ieri sera".
"E ...". Andrea è ad occhi chiusi: cerca di raccogliere tutte le sue energie per un veloce recupero.
"Ho letto anche tutti i tuoi commenti. Li ho studiati con attenzione ...". Manuela si toglie gli occhiali. Un sorriso leggero compare sulle sue labbra.
"Credo che "La spiaggia" non debba essere cambiato". Manuela getta una occhiata intorno a sé. "Non voglio che sia cambiato. Mi ha fatto pensare a quanto si può essere soli, anche in un posto come questo ... E come potrebbe succedere ... Potrebbe accadere qualunque cosa. A nessuno importerebbe ...".
La donna si solleva in piedi. Guarda il mare, respirando l'aria a pieni polmoni. "Vogliamo metterci a lavorare? Ho sprecato anche troppo tempo ...".
Andrea quasi non riesce a credere alle parole che ha appena sentito. Ma accetta di buon grado di andare a prendere i racconti a casa.
"Avrei fatto di tutto pur di non sentire la sua voce che mi martellava il cervello ...".
Mentre l'uomo si allontana, Manuela comincia a risistemare i teli.

42. Il fatto.
Massimo è in casa e rimane sorpreso quando Andrea lo informa della decisione improvvisa della moglie di cominciare la revisione.
I manoscritti sono sul letto della loro camera.
In spiaggia, Manuela si incammina verso il bagnasciuga. Un bambino, correndo, la urta e cade a terra.
Si mette a piangere. Poco dopo, sopraggiunge la madre ...
Massimo si rimette al lavoro sul suo Pc portatile. Andrea si intrattiene qualche momento, cercando vacui appigli per una conversazione al fine di esaminare la stanza.
La valigia è stata riposta in un angolo. Un battente dell'armadio è aperto, rivelando vestiti femminili ordinati. Una trousse da viaggio è stata collocata su una toletta.
Manuela Spinosi entra in acqua. Si dirige verso il largo, e nuota fino a scomparire ...
Andrea percorre in auto il lungomare. Un'auto compie un sorpasso non consentito nella direzione opposta, costringendolo a frenare bruscamente.
La Wolkswagen continua a percorrere la strada fino a trovare un parcheggio.

43. Tardo pomeriggio.
Due auto della Polizia sostano sul ciglio della strada. La spiaggia è quasi deserta. Alcuni sub stanno emergendo dall'acqua.
Andrea è alle spalle di Massimo. I due uomini guardano verso L'orizzonte.
"Continueranno a cercare ...".
"Sì, certo". Massimo sussurra appena queste parole, senza guardare l'uomo dietro di lui.
"Potrebbe anche non essere annegata ...".
"Mia moglie sa nuotare. Andrea, domani sarà una giornata dura. La Polizia vorrà una deposizione molto più circostanziata. Vai a casa, cerca di riposare".
"Anche tu hai bisogno di riposare".
"No. Io devo cercare di limitare il danno. Qualcuno non aspettava occasione migliore ...".

44. Una soluzione.
Quella sera, dopo essersi concesso un paio di bicchieri di whisky, Andrea comincia a preparare le valigie.
"L'amore? L'amore è un patto con Diavolo. Ci si illude di poter sfidare il cambiamento, e di dimenticare il passato ...".

45. Una questione di stile ...
Avvolto nel suo soprabito nero, Massimo Spinosi attraversa la passeggiata allestita per il pubblico ed i fotografi.
L'ultima serata del Mystfest è già iniziata, quando Spinosi fa il suo ingresso in sala. Il suo sguardo è fisso sul palco, e percorre il corridoio centrale incurante delle teste che si voltano nella sua direzione.

46. Saluti.
Fuori dalla stazione di Polizia, Andrea e Massimo si salutano. Spinosi non ha avuto nessuna obiezione al fatto che Andrea torni a Milano.
Anzi, la giudica come la migliore soluzione possibile.
"Era chiaro che mi odiava, e non faceva nulla per nasconderlo".

47. Che fare?.
Andrea incontra Cassandra, e racconta quanto accaduto. Ma non rivela che la donna da lui incontrata era completamente diversa.
La Malinverni conclude che sicuramente Spinosi farà in modo di ottenere la massima discrezione a riguardo.
Suggerisce ad Andrea di prendersi un paio di giorni di vacanza. Contro le proteste del suo collaboratore, è costretta ad alzare la voce.
"Non voglio che continui ad occuparti di Manuela Spinosi. E neppure di quei maledetti racconti".

48. Ricordi.
Andrea deposita i manoscritti nello schedario del suo ufficio. Si accende una sigaretta. Si siede, e lentamente la sua mente lascia emergere la scena di quel primo incontro con Manuela.
Sfoglia la sua agenda, come se cercasse conferma al fatto di non aver sognato.
Chi era quella donna? Era stata presentata a Cassandra da un suo amico, intimo di Spinosi.
Ed io dovevo dirle che Massimo Spinosi mi aveva esibito come moglie una donna completamente diversa ...

No.
Dovevo anche aggiungere che ero andato a letto con quella donna, mentre la Manuela Spinosi che tutti credevano scomparsa in mare ora sta dormendo nel mio letto.

Continua (parte 3 di 3)->