1° giorno
Che strano passeggiare per queste vie, per questo paese che tante volte ha salutato le mie vacanze di bambina, i miei weekend fino a dieci anni fa... qui ho imparato a sciare... qui ho fatto l'amore per la prima volta... qui ho insegnato a sciare a mio figlio... gli ho insegnato ad amare la montagna... qui non sono più tornata...
Sono sempre io... stesso viso, stesso modo di vestire, forse un troppo alla moda visto che ho quarantanni, stesso modo di camminare.
«buon giorno signora che piacere rivederla...»
E il signor Enzo proprietario del bar
«È sempre più bella...»
Sempre galante soprattutto con le signore
Si è proprio tutto uguale, stessi negozi, stessi prezzi salatissimi, stessi villeggianti, stessi residenti solo un po' più vecchi.
Ma che ci sono venuta a fare? È da ieri che me lo chiedo! Veramente masochistico da parte mia, venire proprio qui per rimettere insieme i cocci della mia vita, qui ... in questo posto pieno di ricordi... già - ma, ...era l'unico posto dove potevo fare le vacanze gratis!!!
Entro dal giornalaio la signora Maria urla di gioia e con i suoi 100 chili mi stritola - io che odio essere abbracciata - odio le smancerie - oltretutto sa di sudato! Che schifo!!!
Poi non riesce a stare zitta e con faccia di circostanza dice: «...ho saputo...»
Come se fosse morto qualcuno, mi sono solo separata e per di più dieci anni fa!!!
Nonostante il mio silenzio prosegue... «non si è mica risposata! ...gli uomini sono tutti uguali...» fortunatamente sposta l'argomento su Roby, mio figlio.2° giorno
«drin... drin...» Spengo la sveglia, lo zaino è già pronto, infilo le scarpe da ginnastica, prendo gli scarponi e mi avvio. Dieci minuti d'auto ed eccomi sulla strada per il rifugio, il cartello indica tre ore e mezza, il mio passo è un po' fuori allenamento, ma è sempre stato ottimo, per l'una dovrei essere al rifugio.
Il custode mi ha assicurato che troverò altra gente, anche se la stagione è un po' in ritardo - è appena passata pasqua e c'è ancora neve, quasi tutti i villeggianti hanno bambini e quindi camminate così lunghe si riservano ai mesi più caldi. Non mi interessa molto voglio stare sola e trascorrere questo weekend a contatto con la montagna per rigenerarmi e rilassarmi.
Gli scarponi sono nuovi eppure non rifanno male, al giorno d'oggi trovi dell'attrezzatura fantastica anche lo zaino è veramente comodo . Comincio a sentire i polpacci duri effettivamente sono anni che non cammino così a lungo e che non vado a un rifugio, già a Lui non piaceva... io invece adoro la montagna sia in estate che in inverno ... e questa casa che i miei posseggono da tempo immemorabile... mi fermo ...guardo il cielo limpido e soleggiato non c»è una nuvola... e ripenso a come in questi anni mi sono costruita questa scorza dura di donna indipendente e forte, assolutamente single... per forza come ci si può innamorare quando il tuo cuore e la tua mente sono già così ampiamente occupati da qualcuno che non riesci a smettere di amare... gli anni passano inesorabili... e non riesco a liberarmene... forse ci ho fatto l'abitudine e questo strano sentimento mi fa compagnia, mi riempie le giornate, le notti e i sogni fino a non avere bisogno di un amore reale... Strano a dirsi ma non ho ne rimpianti ne risentimenti... è andata così... troppo giovani... lui sempre troppo lontano... già il calcio... chissà perché non l'ho mai seguito ...poi il bimbo... troppo presto...
Inviti tanti ma nessuno mi ha fatto battere il cuore, anche ora... una storia... assolutamente tranquilla... è proprio questo il problema... mi ha chiesto di sposarlo... facendomi notare che sono passati quattro anni da quando ci conosciamo... ed io non me ne ero accorta...Finalmente vedo il rifugio, sono le due, sembra deserto, meno male ho insistito per avere le chiavi, va bene che volevo stare sola, ma passare la notte qui a quasi 2700 m. in compagnia delle marmotte, mi pare esagerato...
Mi sistemo, prendo il mio libro e decido di mettermi al sole, accidenti si sta proprio bene un po' di compagnia non farebbe male, ho voglia di fare l'amore di farmi coccolare, questo LUI lo sapeva fare!
Penso a Gianni e mi sento un mostro, quando una settimana fa mi ha invitato ad una cena romantica non pensavo proprio a ciò che sarebbe accaduto... «Ti amo e voglio dividere con te il resto della mia vita - sei la cosa migliore che potesse capitarmi!»
Avrei voluto morire, non mi ero resa conto ... sono stata egoista ... non so come ho potuto in questi quattro anni non rendermi conto che il suo modo non invadente e rispettoso della mia vita era dettato da un amore così grande... potevo solo fare una cosa ... dirgli immediatamente come stavano le cose ... almeno questo glielo dovevo ... ha reagito da signore quale è ... ed io mi sono sentita un mostro ...Dal sentiero si stanno inerpicando cinque persone, sicuramente si fermano per la notte vista l'ora, meno male non sono coppie, spero davvero siano simpatici...
Mi immergo di nuovo nella lettura veramente nei miei pensieri...
«È sola?»
È una bella voce calda, mi giro lentamente, si... rende giustizia... ad un bel viso regolare, un fisico muscoloso, sui cinquanta, per una notte tutto sesso potrebbe essere ok; sorrido e mi presento, ma nel girare lo sguardo sul resto della compagnia il mio cuore si ferma nell'incrociare due occhi verdi, che conosco fin troppo bene... già... LUI...
Non so come mi esce un urlo disumano... dall'altra parte... un solo commento... « me ne vado!»
Le persone con le quali è arrivato ci guardano con aria perplessa, non comprendono ed assistono in silenzio ad uno scambio di battute al vetriolo che terminano con... isterica... bastardo...
Mi risiedo assolutamente decisa a non muovermi, in fondo sono arrivata prima, lo sento discutere animatamente con i suoi amici. Vuole andarsene, ovviamente data l'ora, non sarebbe molto intelligente sta per fare buio e lui sicuramente non abituato alla montagna si perderebbe.
Si avvicina con fare imbarazzato il tipo carino e mi spiega che è impossibile per LUI andarsene e quindi dovrei gentilmente essere disponibile ad una tregua. Nessuna tregua, starò per i fatti miei, fortunatamente il rifugio è ampio e confortevole con parecchie stanze, tanto per rendermi ancora più antipatica mi prendo la stanza più bella e luminosa con ben 5 letti.
Assurdo neppure lo scrittore più perfido avrebbe potuto immaginare una situazione più imbarazzante, poi mi scappa da ridere, in fondo è decisamente comico.Una delle ragazze mi avvicina e si mette a chiacchierare scopro così che si chiama Paola è sposata con il tipo carino e l'altra è la sorella con il fidanzato, i maschietti lavorano insieme. Mi viene spontaneo chiedere come mai si sono portati il quinto, mi spiega che fino al giorno prima era in compagnia anche lui poi... ormai la gita era organizzata ed essendo LUI esperto di montagna e del posto...
La cosa mi giunge nuova, detestava la montagna, che poi conosca il posto... mi fa una rabbia... con me... mai...È ora di cena vengo coinvolta da Paola e Lara che scopro essere molto simpatiche. LUI non spiccica parola, la soddisfazione di avergli rovinato il weekend è tale da farmi dimenticare tutto, rilassarmi e scherzare con gli altri.
Prendiamo una serie di giochi da tavolo e ci divertiamo per due ore buone, LUI è uscito, comunque ha continuato a starsene in disparte tutta la serata.
È ora di coricarsi, non ho sonno e poi la mia camera è la più vicina quindi, rimango per controllare il fuoco. Davanti al caminetto che si sta spegnendo, i pensieri corrono, quante volte ho immaginato di incontrarlo per caso... ora che è successo... ho la testa vuota non so che dire, che fare... l'unico desiderio e stare più lontano possibile da LUI. Ho un brivido...
«Freddo?» e mi allunga la sua giacca a vento, non mi ero accorta della sua presenza...
«Vengo spesso da queste parti e non ti avevo mai notato..»
«Infatti non ci venivo più da tempo, come cambiano le cose ... prima eri tu quella che era innamorata della montagna.»
«Veramente lo sono ancora ho solo cambiato posto» rispondo acida.
Si siede accanto a me... è assurdo il mio corpo reagisce... tra noi ci sono pochi centimetri... la tensione è incredibile... rimaniamo in silenzio ad un tratto si alza, lo fa in maniera così repentina che sussulto.
«Accidenti ti faccio paura!» sto in silenzio e Lui travisa «mi sembra assurdo farti paura» lo dice con tono arrabbiato e si alza andando verso la cucina...
Rimango seduta di fronte al fuoco incapace di qualsiasi movimento, mi pare che il corpo non mi appartenga più, non so che dire o cosa fare, l'unica cosa che penso è che farei l'amore con LUI qui subito. Non mi riesce di pensare ad altro.
Torna con una tazza di infuso di erbe fumante... «non ti farei mai del male» ...mi alzo di scatto «non ti riesce di capire nulla come al solito» nell'alzarmi rovescio la tazza che finisce sulla mia tuta, brucia maledettamente, sfilo di corsa i pantaloni e mi sciacquo con acqua fresca, fortunatamente il tessuto spesso non ha permesso al liquido di bruciarmi.
È di fronte a me con i mie pantaloni in mano, sono in slip, peraltro molto sexi...
«Allora provochi...» la sua voce è roca, si avvicina lentamente, cerco di indietreggiare ma trovo solo il muro, la sua mano mi scosta una ciocca di capelli... «...non li hai tagliati...»
«...non farlo... ti prego non farlo...»
«...che cosa non devo fare...»
«Qualsiasi cosa ti passi per la mente... non farla... ce ne pentiremo tutti e due... non ho la forza per respingerti... non farlo...»Nell'istante esatto in cui le sue labbra incontrano le mie è la fine! Non esiste più niente! Ogni centimetro del mio corpo risponde con un desiderio indescrivibile! Non so come arriviamo nella mia stanza... il mio maglione è già finito lontano, il tempo pare non essere trascorso, mi accarezza piano piano, il seno, i fianchi, mi bacia gli occhi, le guance, mi guarda con un'intensità che pare voglia penetrarmi fin dentro i pensieri, nessuno di noi dice nulla ma, i nostri corpi parlano con una tale forza che mi provoca lancinanti dolori alla testa, si fa largo tra le mie cosce... ecco ora è dentro di me, si muove piano, assaporo ogni movimento ogni sensazione, poi insieme raggiungiamo l'apice. Mi stringe continua a baciarmi i capelli gli occhi, sta per dire qualcosa ma con un bacio lo zittisco, non c'è nulla da dire o meglio non voglio sentire nulla, sto bene, fantasticamente bene. Fuori piove a dirotto. Mi stringo a LUI e facciamo di nuovo l'amore con più desiderio ed è come... tornare a casa... ecco questo è il termine esatto... Ho ritrovato casa....
3° giorno
La notte è trascorsa, mi alzo piano, sono solo le sette, so già cosa farò, scapperò come cenerentola per paura che la fatina buona trasformi tutto in una zucca, d'altra parte un paio di scarponi da montagna non possono essere confusi con una scarpina di vetro e lui certo non è il principe azzurro! Mi preparo silenziosa, prendo gli scarponi ed esco, ha appena fatto giorno, limpido luminoso - la pioggia della notte ha spazzato ogni imperfezione, alcuni caprioli in lontananza... ricordo che anche la prima volta che ho fatto l'amore pioveva ed era con LUI... anche allora avevo un maglione blu che mi fece sudare da morire.
Me ne vado, non sapremmo cosa dirci, rischieremmo nuove incomprensioni, ed io voglio ricordare questa notte come qualcosa di magico, voglio ricordare ogni bacio, ogni respiro, ogni sensazione, non c'è bisogno di parole.
Ho fatto la strada quasi di corsa, arrivo in casa che sono distrutta, mi butto sotto la doccia, sono felice, non ho alcun dubbio, la vita mi ha fatto un regalo meraviglioso e voglio godermelo il più a lungo possibile. Avrei potuto scrivergli un biglietto... sì... con che parole... ti amo da tutta una vita... giusto per rendermi ridicola...
Va bene così!!! Di questa notte posso vivere per altri dieci anni!!!La strada del ritorno è breve anche se trafficata, è domenica sera e ci sono i rientri, passo dalla mia amica a prendere il cane: «hai un aspetto radioso, weekend fantastico?» non ho voglia di raccontarle, non ho voglia di raccontare a nessuno, sono sensazioni mie soltanto mie.
4° giorno
7.15 suona la sveglia. È lunedì, si riprende il lavoro, la solita vita, ma dentro ho una forza nuova e come se mi fossi svegliata, da un lungo letargo. Mi guardo allo specchio e per un attimo il terrore si impossessa di me, e se ci incontrassimo? Ma è impossibile anche se viviamo a solo 30km e in questi dieci anni ci saremmo visti 3/4 volte le uniche notizie le ho attraverso mio figlio. Non voglio vederlo, non voglio sapere nulla, voglio solo pensare alle sensazioni dolcissime che ho provato che sono solo mie non mi importa se per LUI è stato diverso.
È settembre, tutta l'estate è trascorsa, un'estate calda e umida, le mie vacanze sono finite da un pezzo, è venerdì sera all'uscita dall'ufficio c'è il solito rito dell'aperitivo con i colleghi, c'è anche Gianni che mi saluta con allegria e mi presenta la nuova fidanzata, sono contenta. Non so ancora cosa farò questo weekend... il bip del cellulare annuncia un messaggio... non conosco il numero ma so per certo chi lo ha inviato... "domattina h. 9.00 appuntamento all'inizio del sentiero che porta al rifugio Genova, le chiavi le ho io" ...ora so cosa farò questo weekend.
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