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Nato nel 1548 Filippo Bruno, ancora putto in fasce, ha corso il pericolo di essere morso da una serpe velenosa, le urla del piccolo hanno richiamato l'attenzione dei genitori che hanno potuto cos� salvarlo.
Non poteva essere annunciata in maniera pi� esplicita la personalit� sulfurea del futuro filosofo; questo aneddoto raccontato dallo stesso Bruno, lo avvicina al mito di Ercole, bambino stangolatore di serpenti presso la propria culla.
L'episodio conferma il detto di Nietzsche secondo cui "vivere vuol dire essere in pericolo" e per tutta la vita Bruno non fece altro che confermare questa frase.
Non � raro che la vita di grandi uomini, politici, soldati, santi o poeti, sia annunciata da grandi gesta o sogni premonitori; Boccaccio racconta del sogno premonitore della madre di Dante che vide presso una pianta di alloro il figlio
cibarsi delle folgie della pianta stessa e divenire un pavone.
Nell'Oratio valedictoria pronunciata a Wittenberg Bruno racconta di aver avuto, in un momento di rara eccezionalit�, la visione della Sapienza e di aver quindi scelto di amare Minerva e non Venere o Giunone alle quali molti
invece si dedicano, ma da vero Mercurio degli dei ha intrapreso la strada della filosofia e della ricerca della verit� che � appunto una via per pochi.
Quale era la scandalosa filosofia, la divina eresia, di Giordano Bruno? Cosa temeva di questo pensatore sulfureo la Chiesa Cattolica da poco uscita dalla riforma tridentina? Filosofo, mago ermetico, eretico e martire, scrittore di teatro, tante definizioni anche contrastanti per tentare di racchiudere la personalit� ricca e complessa, e per sua natura sfuggente, di un uomo che ha avuto come unica colpa il coraggio di pensare. Come la luce di una stella lontana, il bagliore di quel rogo giunge fino a noi, oggi pi� chiaro di allora; nostro dovere � interpretare e capire senza pregiudizi.
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Giordano Bruno in Inghilterra
Giordano Bruno, La divina eresia
Emiliano Ventura � anche autore di numerosi articoli ospitati nella biblioteca virtuale dell'associazione culturale "Lupo della Steppa", tra i quali: