La Mongolfiera, il Monte Tambura
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Anno 2008 |
La recensione de: "Il lupo della steppa"
Questo smilzo libro è presentato come romanzo per ragazzi. In realtà si tratta di un racconto lungo. La storia, in effetti, tratta di molti argomenti mescolati insieme, tanto che mi ha fatto pensare che s'era materiale per ben tre libri o più, e di respiro pių ampio.
Si intrecciano la scoperta di un tesoro, una vecchia storia di briganti, Tedeschi e partigiani dell'ultima guerra, l'utilizzo di un tappeto volante (memoria delle Mille e una notte) e la capacità e la voglia di una ragazza di crescere e di trovare la sua strada, diversa da quella familiare, difficile, ma affascinante.
Così come è stato scritto si arriva alla fine tutto d'un fiato, non tanto perché si legga senza perdere una riga, presi completamente dalla storia, ma un po' affannati, sembrerebbe di paragonare questo racconto al trailer di un film, in attesa di assaporare il film stesso.
Scritto bene, dal punto di vista lessicale, cosa che a me interessa particolarmente, avrebbe bisogno di una rilettura più moderna per quanto riguarda le espressioni gergali dei ragazzi. Insegno, e conosco abbastanza bene l'universo adolescenziale, non si dice più "i miei vecchi" cosė come altri termini del linguaggio parlato. Questo si diceva i tempi miei, probabilmente gli stessi dell'Autrice, si diceva "matusa"... chi lo sente più dire, anzi, quasi quasi non si nominano proprio pių i genitori. Il mondo dei ragazzi è assolutamente quello dei pari.
In sintesi, si tratta di un libro che presenta molti spunti positivi, ma che, a mio parere, troverebbe maggior risultato in una più ampia e distesa esplicitazione.