Guida (involontaria) alla fauna del Passo del Bracco
ovvero, come sopravvivere al tragitto per Moneglia dopo la chiusura delle gallerie
Benvenuti a Moneglia, ridente borgo marinaro trasformato in una fortezza medievale a causa della chiusura delle gallerie che la collegavano al mondo (Sestri Levante e Deiva Marina), questa perla della Liguria è adesso (e chissà sino a quando) raggiungibile solo via treno (se gli orari coincidono col vostro lavoro o i vostri divertimenti), via mare per chi possiede un'imbarcazione e la spensieratezza di un oligarca, oppure attraverso la strada del "Passo del Bracco".
Che cos'è il Passo del Bracco? è un'incantevole esperienza sensoriale, una parte della via Aurelia, nastro d'asfalto non illuminato che si snoda tra i monti, popolato da tornanti assassini e da una quantità di fauna selvatica che farebbe invidia a un documentario del National Geographic e io, per guadagnarmi il pane, sono costretto a percorrene 18 km, di notte, sei giorni su sette.
Dopo un'attenta analisi costi-benefici che ha coinvolto un'automobile e uno scooter elettrico, ho eletto quest'ultimo a mio destriero. Perché? Offre una visuale impareggiabile sui pericoli della strada e dettaglio non trascurabile, mi permette di sgusciare via quando l'ennesimo SUV o camper di poveri turisti smarriti (google maps si ostina a farli passare per le strade strette) decide di usare la carreggiata come parcheggio per una crisi di panico. Controindicazioni? è silenzioso e di notte gli animali non mi sentono arrivare.
È un'avventura che non consiglierei al mio peggior nemico, ma avevo dato la mia disponibilità per la stagione estiva e, anche se ciò che ho offerto è stato trattato come scontato, con arroganza e senza alcuna gratitudine, resisterò per quest'ultimo anno perché la mia parola resta vincolante, quasi quanto l'istinto di sopravvivenza.
L'arte della divinazione stradale:
Trovare Moneglia dopo essere usciti al casello autostradale di Sestri Levante
Il viaggio della speranza inizia con una salita sulla SS1 Aurelia. Giunti in cima, il Bracco vi pone di fronte a un enigma degno della Sfinge: una serie di bivi che scendono verso Moneglia. La segnaletica è un optional, un vezzo che l'amministrazione locale, evidentemente impegnata in questioni di massima urgenza cosmica, ha deciso di trascurare. Per un paese che campa di turismo, è una scelta audace, diamo loro il beneficio del dubbio: forse si tratta di un test attitudinale per i visitatori.
Ecco la guida decriptata per chi, come me, non ama i giochi di ruolo:
1. Prima deviazione (Pero): Un commovente cartello scritto a mano da residenti esasperati vi supplicherà di proseguire. Ascoltateli, sono le voci della saggezza. Un cartello a terra (visibile solo dopo aver girato per imboccare la strada e ampiamente ignorato) indica il divieto di accesso alle automobili, transito consentito solo a piedi, cicli e motocicli.
👉Solo a piedi, cicli e motocicli, con molta attenzione perch´ le automobili transitano nonostante il cartello
Seconda deviazione (Crova): Un cartello, nascosto sulla destra e visibile solo se inchiodate all'ultimo secondo, annuncia "Strada chiusa a 1100mt" e passaggio consentito solo a cicli e motocicli. Non è davvero chiusa, è più un "dissuasore psicologico" per evitare che i camperisti fiduciosi nei navigatori, vadano a creare un ingorgo internazionale. Non sempre funziona, magarli scriverlo anche in inglese avrebbe potuto aiutare.
👉Solo a piedi, cicli e motocicli. Automobili solo sino a Crova: con molta attenzione
3. Terzo bivio (Casale - Moneglia): La scelta più popolare, anche perché c'è un cartello che indica "Moneglia 5" senza specificare che sono 5km di strada stretta e curve a gomito. É l'opzione "mainstream" preferita dai navigatori satellitari, eccetto Google che insiste a farvi suicidare passando per Pero.
La strada è un pochino più larga delle precedenti, il che significa che invece di un camper si possono incastrare un SUV e una monovolume contemporaneamente, specialmente dalle strettoie presenti all'arrivo in paese, quando vi illudete di avercela fatta.
👉Solo automobili piccole, cicli e motocicli: con molta attenzione
4. Quarta deviazione (San Saturnino - Moneglia): Una "autostrada" secondo i canoni di Moneglia. "Larga" è una parola grossa, ma non troverete di meglio. In teoria, SUV e camper dovrebbero passare da qui. Con molta attenzione e possibilmente, un santino sul cruscotto.
👉Automobili, Camper, SUV: con molta attenzione
Guida pratica all'avvistamento (e allo schivamento) dei mammiferi
La prima settimana ho battezzato lo scooter investendo un cinghiale. La terza sono scivolato sulla ghiaia, ma, come detto, anche se non ne vale la pena ho dato la mia parola e la stagione va onorata.
Cercherò di arrivare intero alla fine, per lo scooter non garantisco. Nel frattempo, ho deciso di trasformare questa ordalia quotidiana in un safari forzato, ecco la mia guida all'incontro (e talvolta scontro) con la fauna locale.
Ungulati: Gli spericolati del bosco
Cinghiale (Sus scrofa): La rockstar del Bracco. Onnipresente, imprevedibile, con abitudini notturne che coincidono tragicamente con i miei turni di lavoro.
Quando vederlo: Al tramonto, all'alba e in tutte le ore buie in cui una persona sana di mente dorme. I mesi estivi sono alla ricerca disperata di cibo e acqua, insomma alta stagione per loro, un po' meno per i miei freni.
Esperienza sul campo: Scendendo verso Moneglia, preparatevi a scene da dramma familiare: cuccioli su un lato della strada, mamma cinghiale sull'altro. I piccoli vi ignoreranno, ma quando la madre emette due rapidi grugniti, partono a razzo verso di lei, senza nemmeno guardarvi, vi taglieranno la strada, è una certezza matematica.
Sulla statale principale invece, si lasciano letteralmente cadere dai dirupi laterali. Ci siamo visti, io e il cinghiale che ho colpito, ho frenato, ma la sua discesa era già innescata dalla forza di gravità, impatto inevitabile. Ah, i guard-rail? Per i cuccioli sono solo un simpatico sottopassaggio, ma almeno fermano quelli più grossi.
Frequenza di incontro (personale): Tra le 03:00 e le 04:00 del mattino, probabilità del 50%. Praticamente un giorno sì e uno no.
Capriolo (Capreolus capreolus): Elegante, schivo e con un pessimo senso dell'orientamento quando spaventato.
Quando vederlo: Alba e tramonto, i momenti di quiete prima della tempesta (del traffico o della mia disperazione).
Esperienza sul campo: L'ho incrociato alcune volte, sempre nel cuore della notte. La sua tattica è correre davanti a me lungo il bordo della strada, spesso dalla parte sbagliata, fino a trovare un varco per dileguarsi nel bosco. Se uno dei due (voi o lui) non si fa prendere dal panico, il pericolo di investimento è basso.
Aggiornamento: a settembre ne ho colpito uno. Era fermo al buio, sul ciglio della strada vicino alle ultime case del paese, mentre risalivo lentamente una curva stretta. Nel momento in cui gli sono passato accanto si è spaventato ed è balzato proprio davanti alla mia traiettoria. L'ho toccato leggermente ed è rimasto incastrato a cavallo della ruota anteriore.
Frenando, con la paura concreta di perdere l'equilibrio, ho visto la sua testa girarsi verso di me, come a chiedere: “Dove mi stai portando?”. Siamo rimasti immobili per un istante, entrambi indecisi sul da farsi. Poi è stato lui a risolvere la situazione: un salto improvviso da fermo, e via di nuovo in corsa, non troppo veloce, davanti a me lungo la strada, fino a trovare l’apertura a sinistra in un oliveto dove si è dissolto nel buio.
Daino (Dama dama): Il grande assente, per ora.
Esperienza sul campo: Riconoscibile dal capriolo per la sua coda bianca visibile di notte. non lo ho ancora avvistato. Spero che continui a mantenere le distanze, non vorrei aggiungere un altro trofeo alla mia collezione di incidenti.
Carnivori: Predatori e opportunisti con più buonsenso dei cinghiali
Volpe (Vulpes vulpes): Astuta e intelligente. A differenza di altri, sembra aver capito il concetto di "veicolo in arrivo".
Esperienza sul campo: Vista alcune volte ai margini della strada. Si dilegua agilmente sotto i guard-rail, ma soprattutto si toglie di mezzo con una certa eleganza quando arrivo. Apprezzo.
Lupo (Canis lupus italicus): La leggenda del bosco.
Esperienza sul campo: L'ho sentito ululare ed è stato visto nell'entroterra e vicino a casa mia. Non si è mai portato in mezzo alla strada e onestamente, va benissimo così.
Aggiornamento: ne ho incontrato uno, non sul Bracco ma nell'entroterra di Sestri Levante, mentre tornavo a casa. Maestoso, con zampe sorprendentemente lunghe rispetto a quelle di un cane. Stava attraversando la strada per dirigersi verso il fiume quando, illuminato dai fari, si è fermato a guardarmi. Per un istante è sembrato colpito dal fatto che il mio scooter elettrico non producesse alcun rumore. Poi, con la stessa eleganza con cui era apparso, è svanito nel buio.
Donnola (Mustela nivalis): La ballerina suicida della strada.
Esperienza sul campo: Animale raro da vedere, ma che incontro quasi ogni notte, sempre nello stesso punto, immagino che sia sempre lo stesso esemplare. Sta in mezzo alla carreggiata, mi vede e invece di scappare di lato, si sposta sempre verso destra, tagliandomi la strada con un movimento sinuoso del corpo, come una lettera "omega" che danza. Un bellissimo e terrificante spettacolo. Sto molto attento a non investirlo, dato che è raro vederla, non vorrei eliminare uno degli ultimi della specie.
Tasso (Meles meles), Faina (Martes foina), Puzzola (Mustela putorius): Il trio dei saggi.
Esperienza sul campo: Vista una faina a Moneglia, ma non ancora sulla strada. Evidentemente, hanno più buonsenso di altri abitanti del bosco e del sottoscritto. Li ringrazio per la loro discrezione.
Roditori e altre comparizioni
Istrice (Hystrix cristata): Un fantasma che lascia indizi.
Esperienza sul campo: Non ho visto lui, ma i suoi aculei sì, sparsi a terra. Un macabro memento mori, probabilmente il residuo di un incontro ravvicinato con un'automobile meno fortunata (o più veloce) del mio scooter.
Aggiornamento: a ottobre ne ho incontrati due proprio in mezzo a una strada stretta. Uno inseguiva l'altro, e mi è sembrato un maschio intento a corteggiare la femmina con insistenza. Erano molto più grandi di quanto immaginassi, con aculei lunghi e sorprendenti, quasi scenografici nella luce del faro.
Non mi hanno minimamente considerato. Mi sono fermato e ho aspettato, spettatore improvvisato di una dinamica molto più urgente della mia presenza. Il maschio continuava ad annusare la femmina, mentre lei procedeva a zig zag nel tentativo di seminarlo. Alla fine è salita su un dirupo a destra, scomparendo tra gli alberi, con lui sempre incollato dietro.
Scoiattolo (Sciurus vulgaris), Ghiro (Glis glis), Lepre (Lepus europaeus):
Esperienza sul campo: Per ora, latitanti. Probabilmente sono creature diurne e intelligenti che, al calar delle tenebre, si rintanano e lasciano la strada a pendolari disperati e cinghiali kamikaze.
Ogni notte, la stessa domanda: arriverò intero a fine stagione?
La risposta, amici, soffia nel vento del Bracco e la maggior parte delle volte, odora un po' di selvatico.
Questi incontri sono stati fatti in un solo mese, luglio 2025 (48 traversate effettive).
Rimangono altri tre mesi di avventure.
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