27. Scienza e Arte.
Creatività e innovazione. Ottiche nuove per lo sviluppo dell'immaginario scientifico contemporaneo

Conferenza per la ricezione del premio Agape 2009 *

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Esplosione

Considerazioni tra Passato e Futuro della Scienza
Per quanto sia evidente che non ha futuro chi non possiede un passato la cui memoria è decisiva per formare l'identità di ogni individuo, tuttavia è importante capire che, oggi trovandoci nel contesto di un decisivo mutamento delle condizioni di sviluppo globale della più recente storia dell'uomo, dobbiamo riflettere su come sia divenuto necessario evitare di divenire dipendenti da forme di pensiero ereditate dal passato.
Pertanto, la divulgazione e la disseminazione di conoscenze oggigiorno assume il compito di orientare i giovani nel generare conoscenze innovative il cui profilo favorisca una formazione adeguata alla costruzione del loro futuro.
Richard Feynmann premio Nobel per la Fisica (1965) asserì che: "Una più grande conoscenza porta sempre con sé un più profondo e meraviglioso mistero"; quindi, se nell'elaborare i profili di divulgazione scientifica non sappiamo cogliere la interazione evolutiva tra scienza e mistero, allora l'azione formativa resta tesa a riprodurre antiquate modalità di pensiero, trasformandosi in un forte condizionamento identitario, che purtroppo rende dissociate dallo sviluppo contemporaneo le capacita di pensare dei giovani.
Infatti, le conoscenze quando hanno superato i limiti delle loro validità storica, invece di agire in favore di una evoluzione flessibile dell'identità, pongono un limite alle possibilità di sviluppo della creatività e dell'immaginario scientifico dei giovani e giovanissimi, traducendosi con il passare del tempo in elementi di declino dello sviluppo economico e sociale.
Sin dagli inizi del nuovo millennio ci siamo resi conto che il modello di sviluppo della produzione di macchine era entrato in saturazione e, inoltre, che l' inquinamento prodotto dalle macchine ha iniziato a incidere sistematicamente sulla vita del nostro pianeta fino a determinare un degrado ecologico irreversibile che incide pesantemente anche sulla salute dell'uomo. Pertanto, ogni soluzione innovativa nell'ambito della divulgazione scientifica, necessita di favorire il superamento delle conoscenze meccaniche acquisite durante tutta l'epoca industriale, le quali hanno preferenzialmente incentivato un'economia basata sulla produzione di motori di ogni tipo e grandezza. Viceversa, una attività divulgativa in favore dello sviluppo delle scienze della vita può essere orientata in modo da produrre quel cambiamento di mentalità che si è reso storicamente necessario per dare sviluppo alle conoscenze basate sulla bio-economia (KBBE = Knowledge Based Bio-Economy), come di fatto richiede l'Unione Europea, al fine di sostenere ricerca e l'innovazione scientifica e sociale contemporanea.
In questo contesto, è pertanto necessario agire per il cambiamento del consueto rapporto scienza e società così come è stato impostato nell' epoca industriale. Di conseguenza, anche il ruolo della divulgazione scientifica, oggi non è più solo quello di trasmettere i risultati della scienza con un linguaggio più comprensibile, poiché invece una impegnativa disseminazione scientifica si focalizza nell' impegno di rendere evidenti i limiti della acquisizione delle conoscenze meccaniche precedentemente acquisite, proprio al fine sbloccare l'immaginario scientifico delle giovani generazioni e allo scopo di attivare una strategia di condivisione critica e costruttiva sul sapere pregresso, orientata a favorire la creatività delle nuove generazioni, verso la costruzione di nuovo scenario cognitivo, più consono allo sviluppo delle scienze della vita e quindi per addivenire ad una visione sociale migliore dello sviluppo umano.
Pertanto, i criteri innovativi della divulgazione scientifica, durante l' attuale periodo di "transizione tra l'epoca industriale e la futura società della conoscenza", sono orientati nella direzione di facilitare il decollo di una nuova immagine complessiva della realtà, in modo da promuovere e facilitare il superamento il riduzionismo meccanicista della vecchia concezione delle scienza.
Bisogna comunque sottolineare le strategie di divulgazione scientifica contemporanee non pongono in contrapposizione il dilemma tra l'essere antiquati o futuristi nell'apprendimento della scienza; ciò proprio in quanto lo sviluppo cerebrale che favorisce la creazione delle idee, trova naturale l'assunzione di un andamento di rielaborazione cognitiva, che tende a svolgersi attraverso una ciclicità di riferimenti tra vecchie e nuove modalità di pensiero, aprendosi gradualmente alle più "coscienti forme di creatività e di innovazione".
Pertanto, nel quadro delle attività di divulgazione della scienza contemporanea, si recuperano e rilanciano nuove idee anche in seguito alla attenta rilettura del più antico passato, nel quale in vero l'intuizione umana è stata meno riduzionista e fautrice di una mentalità più aperta all'osservazione della natura, se confrontata a quella dei paradigmi cognitivi succeduti nella storia dello sviluppo storico delle conoscenze. In sostanza, l'atteggiamento valutativo associato all' apprendimento di nuove cognizioni, non può divenire quello di disprezzare le vecchie conoscenze unicamente perché sono divenute obsolete né quello di abbracciare incondizionatamente un'idea potenzialmente risolutiva di determinate problematiche solo perché è originale e nuova. Infatti, come ci ha insegnato il grande Galileo Galilei, la nuova scienza nasce pur sempre dal dubbio, che induce la mente verso il superamento delle contraddizioni che emergono dal confronto tra concettualità diverse, ed è con tale metodologia di pensiero che la divulgazione scientifica oggi affronta i problemi di riflessione sulla scienza.
La scienza, guidata da una saggia riflessione divulgativa, pertanto, conduce verso quella effettiva condivisione di nuove cognizioni trans-disciplinari, la quale diviene la grande forza liberatrice di ogni precedente mentalità ristretta e offuscata da riduttivi riferimenti meccanici, che oggigiorno, con i nuovi criteri di divulgazione e disseminazione scientifica vogliamo proporci di superare.

Cerchi

2009 Anno della Creatività e della Innovazione
A sostegno del cambiamento delle linee di ricerca e sviluppo il Parlamento Europeo ha proclamato il 2009 Anno europeo della creatività e dell'innovazione perseguendo la necessità di rafforzare le capacità di sviluppo della società della conoscenza.
Pertanto, sulla base delle precedenti premesse e nel contesto di sviluppo contemporaneo della società della conoscenza, la Associazione di Ricerca EGOCREANET//Open Network for new Science & Art, di cui sono Fondatore e Presidente, ha ritenuto importante realizzare tutta una serie di attività finalizzate a delineare le strategie di cambiamento cognitivo, associate al superamento dell'attuale declino della Società Industriale, orientando la propria divulgazione on-line nella direzione di favorire la disseminazione di nuove opportunità cognitive per lo sviluppo della futura società della conoscenza.
I punti salienti di tale attività di promozione cognitiva, indirizzati ad evitare la diffusa incomprensione sociale della ricerca scientifica causata dalla estrema parcellizzazione specialistica delle discipline scientifiche, sono essenzialmente i seguenti, che per ragioni di tempo sono costretto a schematizzare.

Occhio

a) La percezione visiva
Il decollo di una nuova immagine complessiva della realtà capace di superare il riduzionismo meccanicista della vecchia concezione delle scienze, inizia con i contributi innovativi della moderna ricerca di neurologia funzionale sul tema della percezione visiva, che propone un netto cambiamento della ingenua concezione che equipara l'occhio a una macchina fotografica. L'occhio riceve solo dei dati di informazione come stimolazione percettiva, mentre è il cervello che trasforma tali dati in percezione visiva in immagini, decodificando i dati bioelettrici provenienti dalla retina e ri-codificandoli in visioni significativamente intellegibili.
La consapevolezza di questa distinzione tra una vecchia interpretazione meccanica della percezione visiva e la conoscenza della complessa elaborazione neuronale che ci permette di vedere, comporta un profondo cambiamento di atteggiamento mentale sui criteri di oggettività, e ciò è decisamente importante nella attuale società della informazione, per poter delineare nuovi criteri di distinzione tra reale e virtuale, e tra beni tangibili e intangibili, e quindi di come sia da valorizzare le conoscenze innovative e della creatività in rapporto alla valutazione dei beni materiali.
Tale distinzione apre pertanto nuovi orizzonti nel processi conoscitivi sociali che riguardano tutto ciò che è invisibile a occhio nudo. Infatti le moderne attività di ricerca su le nano- e le bio-tecnologie permetteranno nuove modalità di sviluppo produttivo e sociale della futura società della conoscenza, lavorando nel campo di ciò che è invisibile alla percezione diretta. Pertanto, è evidente che il mantenimento della la vecchia concezione della percezione oculare, indirettamente conduce a generare gap di comprensione sociale in proposito delle effettive potenzialità di sviluppo socio-economico della ricerca contemporanea. Purtroppo, tale carenza di realizzazione di un ponte di condivisione di conoscenza tra Scienza e Società, riguardo delle nuove tecnologie nano-tech e bio-tech, genera evidenti problemi che incidono attualmente sulle effettive possibilità di trasferimento tecnologico tra ricerca ed impresa e, di conseguenza, si riversano direttamente anche sulle difficoltà di trovare lavoro per laureati; ciò avverrà fin quando il sistema produttivo permarrà basato sulla vecchia industrializzazione meccanica, normalmente svolta in relazione alle modalità di lavoro manuale, che non sono più corrispondenti alla attuale formazione intellettuale dei giovani.

b) Alimentazione di qualità e nutrizione
Un'altra equivalenza meccanica che conduce ad in modo sostanzialmente errato ad equiparare l'uomo ad una macchina, si denota nella concezione nutrizionale delle diete alimentari. Tradizionalmente, nel contesto delle conoscenze meccaniche si quantifica qualsiasi cibo in termini di calorie, senza pensare che di fatto il calore è una forma di energia degradata, in quanto possiede una bassa capacità di conversione in altre forme di energia che abbiano un valore direzionale, come è necessario nel caso delle trasformazioni metaboliche di un organismo vivente. Il cibo che ingeriamo serve principalmente alla ricostruzione delle nostre cellule e dei nostri organi e quindi delle loro funzioni vitali; tale ricostruzione continua è indirizzata dalla informazione genetica. Invero, la ricostruzione giornaliera del nostro sistema vitale, ha ben poco a che vedere con la produzione di calore, dato che ogni ciclo metabolico (Ciclo di Krebs) serve in sintesi a generare ciclicamente un flusso di elettroni. Perciò, oggigiorno le strategie di divulgazione scientifica di EGOCREANET//ON-OS&A, sono impegnate nel diffondere le moderne conoscenze di Nutrigenomica. La Nutrigenomica è la scienza che studia come il cibo nella sua trasformazione metabolica sia in grado di intervenire sul DNA, per attivare quei geni che intervengono per impedire che insorgano nell'organismo alcune patologie che conducono a vere e proprie malattie dei vari organi e anche ad un invecchiamento precoce e malandato. Attualmente, le ricerche di Nutrigenomica sono solo all'inizio, ma le previsioni di successo permettono alla divulgazione e alla disseminazione scientifica di intervenire per accelerare il cambiamento mentale dalle concezioni meccaniche dell'alimentazione e quelle del rapporto tra vita e alimentazione di qualità, il quale favorirà lo sviluppo di quelle nuove concezioni sul rapporto tra alimentazione e salute, che sono divenute di importanza mondiale per la vita sul nostro pianeta.
La ricerca sulla nutrizione sviluppatasi nel quadro delle concezioni meccaniche e quindi della misurazione del cibo in termini di quantità caloriche, ha perduto ogni comprensione delle qualità che caratterizzano gli alimenti in termini di rispondenza alla informazione genetica necessaria per giornalmente ricostruire la vita .
Pertanto, la Nutrigenomica, pone un problema essenziale di cambiamento mentale che rivoluziona il mostro consueto modo di pensare alla vita dell'uomo sulla base di una falsa e aberrante analogia di comportamento tra l'uomo e la macchina.

Cervello
da: Dreamstime

c) Il cervello e l' apprendimento creativo
Le attività di EGOCREANET//ON-NS&A, accennate nelle precedenti tematiche di promozione e divulgazione intraprese, sono sostanzialmente rivolte a evitare errori di prospettiva cognitiva, per lo più causati dal mantenere costante il quadro di riferimento scientifico e con esso il punto di vista culturale a cui siamo stati educati. L'apprendimento infatti può divenire un condizionamento qualora insegni acriticamente concezioni divenute obsolete, proprio in quanto lontane dalle esigenze di cambiamento contemporanee. Pertanto, volendo agire in funzione dello sviluppo creativo delle giovani generazioni dobbiamo far sì che i futuri uomini e donne non divengano inconsapevolmente schiavi di strutture cognitive del passato che portano in sé vecchi e nuovi oscurantismi. Viceversa, dobbiamo imparare a riflettere criticamente sulle conoscenze, esplorando prospettive di sviluppo cognitivo diverse da quelle precedentemente definite nel contesto del paradigma scientifico e tecnologico che è stato acquisito storicamente, determinando una innovazione chiusa sulla logica meccanica, cosicché lo sviluppo tecnologico è rimasto sistematicamente incluso nelle logiche di produzione e di sviluppo sociale ed economico dell'epoca industriale.
La strategia di cambiamento cognitivo, denominata di OPEN INNOVATION SYSTEM, viene oggi sviluppata dal gruppo trans-disciplinare di ricerca denominato: Open Network for new Science and Art, (in sigla: ON-NS&A), che si propone di promuovere quelle modifiche strategiche di mentalità per avanzare nella dinamica dello sviluppo cosciente dell' uomo con il progetto: Florentine Renaissance for a New HUMANITY PROGRAM (FRN-HumanPr.).
In particolare, possiamo notare come nella società industriale la innovazione sia stata preferenzialmente nascosta dietro bottoni e chiavette facili da usare, in modo da provocare un nuovo oscurantismo tecnologico. Viceversa, nel quadro dello sviluppo del FRN-Human-Pr. riteniamo necessario rivelare ed esplicitare ciò che è stato sotteso e nascosto dalla tecnologia meccanica, in quanto l'estesa utilizzazione delle push button technologies rischia di divenire un moltiplicatore cieco privo di controllo umano, dove macchinari robotizzati sono divenuti capaci di riprodurre qualsiasi oggetto in milioni o miliardi di esemplari creando danni irreparabili e insostenibili sprechi di un mercato consumistico realmente fuori misura dalle reali possibilità di sostenibilità. Nella futura società della conoscenza diviene quindi prioritaria una revisione radicale del modo in cui le macchine sono state progettate e applicate, specie a riguardo dello sviluppo delle nuove generazioni di robot e automi.
Purtroppo, durante l'epoca industriale l'intelligenza umana di chi ha inventato le macchine a stata surclassata da coloro ne hanno sviluppate le applicazioni all'unico scopo di fare affari, agendo con l'obiettivo ancor più perverso di trattare da stupido chi le avrebbe usate, proprio per indurre il consumatore all'obbedienza cieca e passiva del mezzo tecnologico, invece di incoraggiarlo a capire come poter adattare modificare e migliorare le macchine alle reali esigenze della vita sul nostro pianeta.
Queste nuove modalità di scriteriato oscurantismo tecnologico, indubbiamente hanno determinato una profonda difficoltà di comprensione e di controllo del mondo in cui viviamo, che prevarica la natura e con essa persino il naturale sviluppo cosciente del pensiero e della cultura umana.
Solo la musica e l'arte contemporanea di avanguardia sono oggi rappresentative di una nuova frontiera emotiva, che però stenta a divenire il prodromo di una razionalità creativa capace di decostruire il paradigma meccanico dominante e ricostruire una nuovo modo di pensare necessario allo sviluppo delle scienze della vita. Pertanto, il compito divulgativo del gruppo di ricerca ON-NS&A è proprio quello di integrare l'arte con la scienza contemporanea, per veicolare una rinnovata visione del mondo, risvegliando e potenziando la naturale creatività umana dal torpore tecnologico indotto delle tecnologie push button. Nel medesimo tempo che l'arte stessa si modifica, passando da una pura visione estetica a un mezzo potente di comunicazione, che sottende un modo di intendere la vita e la sua evoluzione creativa, come già aveva sommariamente indicato il movimento futurista italiano agli inizi del secolo scorso.
Concludendo questa breve relazione al PREMIO AGAPE 2009, sottolineo, senza addentrarmi nei particolari, che oggi è divenuto strategicamente possibile utilizzare (a seguito degli studi di Ecologia della Mente attuati dal LRE/EGOCREANET), di una strategia costruttiva di nuovi saperi, per la crescita della società e della futura economia della conoscenza. Ciò risulta sperimentalmente possibile sulla base di un rinnovamento educativo fondato sulla base delle più recenti acquisizioni neurologiche del funzionamento cerebrale. Ciò permette di dare un nuovo senso alle problematiche e alle situazioni di sviluppo contemporanee e di aprire la strada a soluzioni innovative e creative, che rimuovono le obsolete concettualità meccaniche che hanno informato la società e il pensiero durante l' epoca industriale./p>


da: SonEnvir

Sui temi affrontati in questo testo si può fare riferimento alle seguenti indicazioni sitografiche Libri

On *[redazionale]: il Premio Agape viene assegnato annualmente dall'Associazione culturale Bartolomeo Colleoni.
Il Premio nasce con l'intento "di contribuire alla ricomposizione del rapporto tra uomo e ambiente, tra spazi dell'arte e spazi della vita, per favorire il dialogo e l'interscambio di idee tra i vari mondi e le varie culture che costituiscono la realtà attuale".
Nel 2009 è stato assegnato per la categoria Scienza a Paolo Manzelli.

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